Accelerare la ricostruzione delle frazioni, la giunta ci prova

Pubblicata la delibera con i nuovi criteri per l’istruttoria delle pratiche per avviare i lavori «Assolutamente prioritario consentire il rientro nell’abitazione principale delle popolazioni sfollate»
L’AQUILA. In base al cronoprogramma stabilito dal Comune dell’Aquila nel 2013 l’istruttoria dei progetti relativi alle circa 60 frazioni sarebbe dovuta terminare nel settembre del 2018 (tecnicamente sarebbe stata l’ultima “chiamata” dei progetti parte seconda). In realtà, come è evidente, i tempi sono slittati e anche di parecchio.
ACCELERARE. Sull’albo pretorio è stata pubblicata la delibera di giunta che tenta di trovare delle soluzioni per sveltire l’esame delle pratiche e dare quindi un’accelerata alla rinascita dei borghi del Comune, rinascita che oggi appare molto lontana e non solo perché partono pochi cantieri della ricostruzione privata (su quella pubblica è meglio non infierire), ma anche per la disgregazione sociale e identitaria che sarà complicato ricomporre. La delibera (che porta la data del 24 aprile) nasce dal fatto che l’Ufficio speciale e il settore comunale Ricostruzione privata si sono accorti, dieci anni dopo, che “si verifica uno scollamento tra le previsioni temporali del cronoprogramma comunale e il ritmo di uscita delle istruttorie delle istanze di buono contributo con conseguenti ritardi rispetto al cronoprogramma. Inoltre viene di fatto sottovalutata l’attività istruttoria delle cosiddette vecchie procedure in ragione anche delle numerose istanze relative ai centri storici”. Tradotto dal burocratese: è un mezzo casino.
REVISIONE. E allora diventa “inderogabile procedere a una revisione dei meccanismi che assegnano la priorità istruttoria alle pratiche ancora giacenti, privilegiando in maniera assolutamente prevalente, la presenza di prime abitazioni indipendentemente dai comparti, dai livelli di danno delle frazioni e quant’altro, nonché i progetti unitari di comparti finalizzati a valorizzare le caratteristiche di pregio architettonico del tessuto urbano. A dieci anni dal sisma è diventato assolutamente prioritario consentire il rientro nell’abitazione principale delle popolazioni sfollate”. In realtà l’esigenza di far rientrare le persone nella loro casa era una priorità anche nel 2009, basta andarsi a leggere la legge 77 che è quella che detta le norme base. Evidentemente in questi anni nei centri storici dei borghi c’è chi ha visto cantieri per rifare case vuote o già dirute ante 2009 e chi aspetta ancora di rientrare nella casa costruita o ristrutturata (magari male) ante sisma con i risparmi di una vita. In parecchi casi più che di indennizzo del danno bisognerebbe parlare di contributo a fondo perduto per aumentare il valore di proprietà immobiliari in disuso da decenni.
LE PRATICHE. “Le pratiche ancora da istruire da parte dell’Usra”, recita il documento della giunta, “è di fatto costituito da due blocchi: le pratiche della vecchia procedura, articolate in parti comuni e parti esclusive e le pratiche della nuova procedura, ovvero le schede parametriche parte prima, ancora da assegnare o da istruire. Il cronoprogramma deve fare riferimento non alla data di emissione del massimo concedibile o dell’autorizzazione del Comune alla presentazione del progetto parte seconda, ma alla data di assegnazione all'istruttore dell’Usra della pratica relativa all’esame del progetto parte prima e da quella data decorrono i normali tempi necessari per la lavorazione della stessa”. E questo per quanto riguarda l’Ufficio che così – se l’interpretazione è giusta – dovrebbe dare un’accelerata. C’è poi la questione dei tecnici degli aggregati. Qui si tocca un altro punto dolente. I TECNICI. “Attualmente, in base a quanto deciso nel 2013”, recita la delibera, “una volta autorizzata dal Comune dell’Aquila la presentazione del progetto con la pubblicazione dell’esito dell’istruttoria della scheda parametrica parte prima sono assegnati ai tecnici 90 giorni per la consegna del progetto parte seconda. Il termine sopra citato viene in molti casi disatteso, determinando rilevanti ritardi dei tempi complessivi del processo di ricostruzione. Quindi in assenza, nel quadro normativo vigente, di sanzioni per i ritardi nella presentazione dei progetti parte seconda, è necessario comunque inserire criteri di penalizzazione per i professionisti che non rispettano le tempistiche assegnate e in particolare: 1) per coloro che presentano il progetto parte seconda fino a quattro mesi di ritardo oltre il tempo assegnato (90 giorni), le spese per tutte le prestazioni tecniche rese potranno essere liquidate solo dopo l’accredito del secondo 44% dell’importo del buono contributo così come stabilito nell’accordo Abi-Comune; 2) Per coloro che superano anche il ritardo di cui al punto precedente, la liquidazione delle suddette competenze potrà avvenire solo dopo la presentazione del Sal finale; 3) Tali disposizioni si applicheranno a tutti i progetti parte seconda la cui autorizzazione alla presentazione del progetto è intervenuta dopo la pubblicazione della presente delibera, mentre si applicheranno, per quelli la cui autorizzazione alla presentazione del progetto è già intervenuta ma non sono ancora stati presentati, decorsi i 90 o 120 giorni dalla data di pubblicazione della presente delibera”. Sembra che alla notizia delle “sanzioni” molti tecnici si sono fatti un “risottino” come diceva un personaggio di un noto film di Totò per intendere un “sorrisetto”. E pare abbastanza chiaro che si voglia curare un brutto male con una tisana. Vedremo da qui a un anno i risultati.
LE NUOVE PRIORITÀ. Andiamo più nel concreto: “In base ai numerosi incontri intercorsi tra i responsabili e i tecnici del settore ricostruzione privata centro e frazioni del Comune e dell’Ufficio speciale, è emerso che in considerazione delle risorse umane disponibili (che non bastano mai, ndr) e degli ultimi provvedimenti assunti dall’Usra per ottimizzare l’utilizzo delle stesse, anche integrandole con l’esternalizzazione di alcuni processi, è necessario articolare il cronoprogramma in due capitoli distinti, uno riguardante le schede parametriche progetti parte prima e uno riguardante le istanze della vecchia procedura. Potrebbero inoltre verificarsi casi particolari legati ad esigenze di sicurezza, di pubblica incolumità, di opportunità per i quali si deve intervenire in anticipazione rispetto al cronoprogramma. Tali situazioni, da valutare caso per caso andranno attestate e segnalate da parte del dirigente del settore Ricostruzione che procederà all’assegnazione anticipata della pratica interessata, entro 15 giorni dal ricevimento della segnalazione. I progetti unitari di particolare valenza, finalizzati a valorizzare le caratteristiche di pregio architettonico presenti nel tessuto urbano, a concentrare risorse, a ottimizzare l’uso delle stesse, a ridurre i problemi legati alle interferenze fisiche e temporali dovute a più cantieri, previa istruttoria da parte del settore Ricostruzione atta a verificare il possesso dei requisiti di cui sopra, saranno valutati da parte della giunta comunale che provvederà ad approvare il progetto unitario; successivamente gli stessi progetti unitari saranno segnalati all’Usra dal dirigente del settore Ricostruzione, l’Usra derogherà al cronoprogramma provvedendo all’assegnazione anticipata delle istanze interessata entro 30 giorni dal ricevimento della segnalazione. Con provvedimento del dirigente del settore Ricostruzione verranno stabiliti i contenuti minimi della documentazione da presentare per la valutazione dei progetti unitari”.
INDICATORI. Per farla breve il vecchio cronoprogramma basato, per quanto riguarda soprattutto le frazioni, sui Comparti (zone del borgo individuate tirando un po’ di linee qua e là e con priorità scelte con calcoli da premio Nobel per la matematica) non vale più. Le priorità ora vengono decise da Comune e Ufficio speciale in base a nuovi criteri operativi. Quali sono questi criteri detti anche indicatori? Eccoli: presenza di abitazioni principali; presenza di attività produttive-commerciali-professionali; data di presentazione della pratica di ricostruzione; presenza di unità immobiliari residenziali. Naturalmente questi indicatori verranno inseriti in un “frullatore” di operazioni matematiche (non molto diverse da quelle della giunta Cialente). “Si procede alla somma degli indicatori”, è scritto nell’allegato alla delibera, “al fine di ottenere il punteggio dell’aggregato e stilare l’ordine (la priorità, ndr) tra le diverse pratiche di ricostruzione”. PICCOLO ESEMPIO. Indicatore presenza di abitazioni principali (Ipap) = numero abitazioni principali (ap)/numero totale (urc). Ovvero: ipap= ap*fp/urc=5*1,5/26= 0,288. Tale risultato viene poi moltiplicato per 100 nel nostro esempio: ipap= ap*fp/urc=5*1,5/26= 0,2884*100= 28,84. Stop. Prima che a qualcuno cominci a girare la testa. I poveri mortali si rassegnino. Alla fine non ci capiranno niente come prima. È solo l’ennesima versione matematica del “latinorum” manzoniano.
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