Acciano ricorda Catoni, il Gigante

Il personaggio al centro di iniziative nel bicentenario della nascita
ACCIANO. L’amministrazione comunale di Acciano, con il contributo della Fondazione Carispaq, organizza due giorni di festa in ricordo della figura di Giuseppe Catoni, il Gigante di Acciano.
Stamani alle 10, nel palazzo municipale, sarà attivato il laboratorio di costruzione dell’immagine del Gigante, a cura della Libera Pupazzeria di Massimo Piunti e Silvia Di Gregorio. Alle 21,30, in Piazza del Municipio, ci sarà lo spettacolo “Aria” con le bolle di sapone di Maria Elena Comperti.
Domani, a partire dalle 10, nel palazzo municipale, si avvierà a conclusione il laboratorio di costruzione dell’immagine del Gigante. La presentazione di questo lavoro ci sarà alle 17 con il saluto delle autorità. A seguire l’esibizione di artisti di strada che animeranno il centro di Acciano fino alle 21,30 quando tutto si concluderà in Piazza del Municipio con lo spettacolo di magia e illusionismo “Mampieri Show”. Tutti gli eventi si svolgeranno in ottemperanza alle misure di contrasto e contenimento della pandemia.
L’amministrazione vuole ricordare la figura di Matteo Giuseppe Antonio Catoni, definito dal biografo ufficiale, Silvio Di Giacomo, «un gigante vero, dal corpo armonioso, dai muscoli d’acciaio dotato di una forza al di sopra di ogni essere umano» che a 24 anni era alto 2,25 metri: una misura eccezionale considerando che allora l’altezza media era inferiore di almeno 20 cm rispetto a quella attuale. Con la grande statura fisica viene sempre ricordata anche quella morale di Catoni che, una volta tornato ad Acciano dopo aver girato l’Europa e aver lavorato prima alla corte di Luigi Filippo d’Orleans di Francia e poi a quella degli Zar come guardiaportone del Palazzo Imperiale di San Pietroburgo, con le ricchezze accumulate acquistò terreni e beni che concedeva in affitto ai compaesani con minimo interesse e grande generosità. «Un vero Gigante, “fenomeno di statura e di forza”, anche morale», sostengono gli organizzatori, «che “fece parlare le nostrane ed estere genti”, e che continua a farlo oggi, a conclusione dei festeggiamenti per il bicentenario della nascita (18 novembre 1820).

