Accoltellò il parroco, perizia per l’anziano

Trasacco, chiesto il rito abbreviato per il pensionato di 77 anni che ferì in chiesa don Francesco
TRASACCO. Una perizia medico-legale per stabilire se l’intenzione era quella di uccidere. È stata richiesta dalla difesa per Luigi Cellini, 77anni, pensionato di Trasacco, accusato del tentato omicidio del parroco don Francesco Grassi, 56 anni, all’interno della basilica dei Santi Cesidio e Rufino.
L’anziano si trova ancora ai domiciliari e, dopo il rito immediato, la difesa – rappresentata dall’avvocato Antonio Milo – ha chiesto il rito abbreviato condizionato all’esecuzione di una perizia medico-legale. Lo scopo della difesa è quella di dimostrare che non c’era volontà di uccidere nel comportamento dell’accusato. Il perito dovrà tenere conto delle lesioni e della loro entità. Il prete era finito in ospedale a causa di diverse ferite, tra cui una al collo. Il pensionato, tramite il suo legale, ha fatto sapere che ha un fervente desiderio di chiedere perdono personalmente al prete. Il sacerdote, durante l’aggressione, era riuscito ad uscire fuori e a chiedere aiuto ai carabinieri. Subito dopo l’aggressione aveva già perdonato l’anziano. «Ci eravamo già incontrati, lo avevo ricevuto due volte in chiesa», ha raccontato il sacerdote, «ma non avrei mai pensato a una possibile aggressione. Gli voglio bene, come gli ho detto, e spero che Dio gli dia la forza di guarire presto. Per lui ho solo due parole: misericordia e perdono». Alla base dell’aggressione ci sarebbe la mancata elezione di Cellini nella confraternita della Madonna di Candelecchia. Il pensionato, che per anni ha lavorato negli ex Mercati generali di Roma, è molto devoto al luogo di culto. Cellini ha probabilmente ipotizzato che la sua mancata rielezione fosse stata influenzata dall’assenza di buona parola del parroco nei suoi confronti. Cellini, dopo l’aggressione, era tornato a casa e aveva atteso che i carabinieri andassero a prenderlo. Il parroco aveva fatto subito il suo nome e i militari nel giro di pochi minuti lo avevano fermato e arrestato. L’arma ritrovata, un coltello da cucina, era stata quella utilizzata per colpire don Francesco. Il 77enne è accusato di tentato omicidio. Il fascicolo è in mano al pm Maurizio Maria Cerrato. Viene contestata anche la premeditazione, visto che l’anziano si è portato dietro un coltello. La perizia potrebbe cambiare lo scenario giudiziario. (p.g.)
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