Accord, allarme della Fiom ma l’azienda rassicura

23 Ottobre 2018

Il caso della fuoriuscita di polveri di toner fa scattare la denuncia del sindacato La proprietà: «Nessun pericolo per la salute, siamo in regola anche per i conti»

L’AQUILA. Una fuoriuscita di polveri di toner da un carico di stampanti e fotocopiatrici, la produzione che si ferma, i controlli su lavoratori e ambiente. L’episodio è accaduto lo scorso 16 settembre, all’interno dell’Accord Phoenix, l’azienda aquilana che lavora rifiuti elettronici. A renderlo pubblico la Fiom, che esprime preoccupazione per la salute del personale, ma coglie anche l’occasione per chiedere chiarimenti sui bilanci e sui ritardi nei pagamenti degli stipendi. Immediata la replica dei vertici aziendali: «Siamo intervenuti subito seguendo i nostri protocolli sulla sicurezza, abbiamo fatto i necessari controlli e bonificato il sito. E sul fronte finanziario contiamo di chiudere in utile il prossimo bilancio, dopo un avvio difficile, dovuto alle note vicende giudiziarie. Finora non abbiamo mai mancato un mese di stipendio ai 53 dipendenti, tutti assunti a tempo indeterminato». E poi la stoccata del dg Francesco Baldarelli: «Vogliamo lavorare con serenità, siamo aperti alle critiche, se costruttive, ma non ci sediamo ai tavoli solo per parlare di assunzioni».
L’INCIDENTE. Il 16 settembre in fabbrica è arrivato da un fornitore un carico di stampanti e fotocopiatrici. Una volta scaricato, ci si è accorti che era presente una quantità di toner superiore a quella prevista. Il carico è stato contestato, la produzione è stata sospesa e riavviata solo dopo tutte le verifiche del caso. «Dopo aver preso atto», affermano dalla Fiom-Cgil provinciale e regionale, «della veloce decisione aziendale di allontanare il personale in attesa che la polvere si depositasse, in sede di incontro abbiamo appreso dal direttore tecnico che non si era trattato di un episodio isolato, ma che circostanze simili, per quanto più contenute, si erano già verificate. Esprimiamo quindi la massima preoccupazione sia per la salute dei lavoratori che per gli effetti sull’ambientale che certe lavorazioni possono avere. E ribadiamo la necessità di avviare l’elezione dei rappresenti dei lavoratori per la sicurezza: passaggio che consentirebbe di verificare il documento di valutazione dei rischi, sia per quanto riguarda i materiali usati, che per le postazioni di lavoro». L’azienda controbatte: «Nonostante il toner non sia classificato come rifiuto pericoloso, siamo intervenuti tempestivamente. Tutte le attività si svolgono nel pedissequo rispetto per l’ambiente e per la sicurezza dei lavoratori, con controlli ancora più restrittivi di quelli previsti per legge. Ne sono prova le certificazioni acquisite, compresa quella che sta per arrivare sulla commercializzazione delle materie prime e seconde che ricaviamo dai rifiuti, che non ha precedenti in Italia. Per il rappresentante della sicurezza, il nostro primo sollecito ai sindacati è datato 22 giugno 2017».
I CONTI. La Fiom, che ha sempre manifestato scetticismo sul progetto industriale dell’Accord, contesta i bilanci: «Tra quelli depositati, l’ultimo risale all’esercizio 2016 (costo personale 677mila euro e valore della produzione 6859 euro) e non risulta ancora depositato l’esercizio 2017. La situazione finanziaria, unita alla circostanza degli stipendi pagati in ritardo e al mancato rispetto degli impegni occupazionali, non può non destare preoccupazione». Risponde il direttore finanziario Michele Polini: «Abbiamo adempiuto a tutti gli obblighi di legge, il bilancio 2017 sta per essere approvato dall’assemblea dei soci. La produzione effettiva è partita solo ad aprile-maggio, ma ora siamo in una fase di crescita, che avrà anche risvolti positivi in termini di nuove assunzioni».
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