Accord, l’ira di Cialente: si specula sul lavoro

9 Ottobre 2016

Il sindaco: «Non c’è ancora piena occupazione solo perché sono da completare gli impianti»

L’AQUILA. «C’è chi lavora contro, chi gioca con interessi contrari e spesso vergognosi, chi ancora pensa di ricavare piccoli tornaconti clientelari». Chiamato in causa da Giorgio De Matteis, il sindaco Massimo Cialente entra nella vicenda Accord Phoenix, dopo le accuse lanciate dai sindacati e la replica della dirigenza. Il sindaco ricorda le polemiche, anche aspre, che hanno accompagnato l’insediamento del nuovo sito industriale e poi chiarisce numeri e mansioni del personale già assunto, schierandosi a favore dell’azienda: «Accord Phoenix, su mia richiesta, accettò che venissero riassunti i lavoratori, di tutte le aziende dell’ex polo elettronico. Attualmente», sottolinea Cialente, «cosa che De Matteis e sodali ignorano, Accord Phoenix ancora non avvia l’attività, sia perché stanno completando gli impianti e le necessarie procedure, sia perché si sta adeguando la fornitura di energia elettrica con una nuova centrale di distribuzione nell’area del Tecnopolo. I dipendenti sono 22: 13 dell’ex polo elettronico, 3 in amministrazione, un ingegnere tecnico ambientale, un "ragnista" con esperienza pluriennale (guida una macchina complicata e pericolosa per tutti gli altri addetti), 2 tecnici saldatori industriali, 2 “commerciali” addetti ad acquisire i materiali e poi a vendere i prodotti ricavati. Il famoso consulente, uno solo, è un tecnico scozzese, che è il progettista delle macchine e del ciclo produttivo, ciclo nuovo ed originale. Quindi gli assunti non provenienti dall’ex polo, sono lavoratori con professionalità non presenti tra coloro che si stanno invece selezionando. Tra l’altro, per alcune mansioni particolari, che nell’ex polo non esistevano, si stanno programmando, ove possibile, corsi di formazione. I lavoratori attualmente assunti stanno facendo il "training on the work", stanno cominciando cioè a formarsi (per poi formare gli altri) ma anche a testare ed affinare bene il ciclo tecnologico e produttivo».

Il sindaco Cialente annuncia di essere pronto a convocare il tavolo richiesto dai sindacati: «Ma la posizione che porterò», precisa, «sarà quella con la quale ormai da tempo, per mia convinzione, lavoro e conduco anche le aziende pubbliche del Comune: il lavoro è sacro, quindi sono sacre le aziende, qualunque sia la loro dimensione e natura, pubblica o privata. L’imprenditore va rispettato, ed invitato a rispettare le regole, ma deve fare l’imprenditore. I sindacati devono fare i sindacati, cioè difendere i diritti dei lavoratori, discutendo, ma senza condizionare le scelte imprenditoriali e senza mettere a rischio l’azienda, altrimenti non c’è più lavoro». (r.s.)

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