Accord Phoenix lo scontro si allarga anche tra sindacati
Biondi (Fim-Cisl) contro la posizione della Fiom-Cgil Il direttore generale Baldarelli: «Attacchi inspiegabili»
L’AQUILA. Nello scontro in atto tra la Fiom e i vertici dell’Accord Phoenix entra anche la Fim. Lo fa per dare sostegno all’azienda, «l’unica che sta assumendo sul territorio», ma anche per lanciare una stoccata all’altro sindacato, che nei giorni scorsi ha sollevato dubbi sulla gestione e sulla solidità finanziaria del sito per lo smaltimento di rifiuti elettronici. «Non comprendo l’accanimento», ha affermato il segretario provinciale della Fim-Cisl Giampaolo Biondi, «e non vorrei che lo scopo di tali attacchi ingiustificati sia far chiudere l’Accord Phoenix, magari perché dà fastidio a qualcuno all’interno del polo elettronico». Anche il direttore generale Francesco Baldarelli si chiede rammaricato: «A chi giova tutto questo? Troppi attacchi e troppe mistificazioni ha subìto questa giovane azienda. Francamente se si continua così inizio a perdere il senso dei motivi».
FIM-CISL. Tutto è partito dall’incidente che lo scorso 17 settembre si è verificato nello stabilimento, con una fuoriuscita di polveri di toner da un carico di stampanti e fotocopiatrici. «Le organizzazioni sindacali sono state subito convocate dall’azienda», ha spiegato Biondi, «e si è proceduto alla redazione di un verbale, con il quale ci veniva garantito che era stata effettuata la bonifica del sito e non c’erano state ripercussioni, né sulla salute dei lavoratori, né sulla sicurezza dell’ambiente. Mi domando quindi come mai la Fiom abbia manifestato la sua preoccupazione solo dopo un mese dall’episodio. E poi come mai non c’è la stessa attenzione su altre realtà del settore, sebbene vi siano stati incidenti anche più gravi». Biondi ha quindi sottolineato che la Fiom conta «pochissimi iscritti» tra gli operai e ha replicato alle critiche in merito alla sua presenza alla conferenza stampa indetta dalla Accord: «Non ho niente da nascondere e credo che l’azienda sia il luogo naturale per i confronti sindacali, non le stanze chiuse, private, come abitudine di altre sigle, che preferiscono tenere incontri a porte chiuse con vertici d’impresa e politica». Il segretario Fim ha quindi ricordato che l’Accord Phoenix è l’unica realtà industriale che sta investendo su questo territorio e che sono programmate altre 15-20 assunzioni. Infine, ha paventato altri disegni sul futuro del polo elettronico. «La società paga per servizi, spazi esterni e guardiola, e sappiamo che ci sono stati dei problemi nei mesi scorsi. Va ribadito», ha concluso Biondi, «che quel sito ha una sua vocazione industriale».
AZIENDA. Per il direttore Baldarelli è ora di mettere un punto fermo all’intera vicenda: «Accord Phoenix è una delle poche aziende che nella Regione ha assunto, per il momento, 53 lavoratori a tempo indeterminato, Gestisce un investimento interamente eseguito di oltre 47 milioni. Opera con una propria tecnologia e ha le basi per crescere, secondo gli impegni assunti nel contratto di sviluppo sottoscritto con la Regione e il Comune». Baldarelli ribadisce di «non aver mai voluto scavalcare sindacati e Rsu» e apre ulteriori scenari. «Il modello industriale di Accord Phoenix e la partnership internazionale possono essere anche scomodi a tanti operatori che mantengono nel settore dei rifiuti vecchie tipologie di lavoro o a coloro che pensano che al nostro progetto industriale si possano sostituire profitti immobiliari o vecchie culture assistenzialiste, passando magari per la messa in discussione dell’azienda, al fine di gestire rendite di potere e di speculazione edilizia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

