Accord Phoenix, ombre sul futuro
I sindacati: «Esistono le condizioni per andare avanti nel progetto?»
L’AQUILA. «Ci sono le condizioni per mandare avanti il progetto?». È la domanda che i sindacati vogliono rivolgere al presidente dell’Accord Phoenix Ravi Shankar. Dopo il sequestro del sito e gli avvisi di garanzia inviati ai vertici aziendali, Fim, Fiom e Uilm vogliono sapere a quale futuro vanno incontro i 130 ex lavoratori del polo elettronico. «Sollecitiamo la Regione ad attivare un confronto immediato», questo il monito del coordinatore della Fim Giampaolo Biondi, «visto che a marzo scadranno le ultime mobilità. Questa vicenda colpisce in quanto gestita dalla politica locale, sottoposta a controllo di organi pubblici e, pertanto, inspiegabile». Il segretario della Fiom Alfredo Fegatelli vuole conoscere «il destino dei pochi assunti e cosa ne sarà delle assunzioni promesse. In particolare lo chiediamo al sindaco che ha sostenuto con forza l’insediamento dell’Accord e che, dopo le critiche sollevate dai sindacati sul piano industriale, ha difeso a spada tratta l’azienda. La Fiom ha sempre mantenuto un atteggiamento di distanza dall’intera operazione e questo ci ha portato anche a perdere parte dei nostri iscritti. E dobbiamo constatare che il 4% dei fondi per la ricostruzione destinato alle attività produttive non sta portando occupazione». Esprime perplessità la segretaria della Uilm Clara Ciuca: «Da quando è scattata la vicenda giudiziaria, c’è anche chi gioisce della situazione. Noi non possiamo che continuare a difendere i lavoratori, visto che non ci sono mai state alternative al progetto».(r.s.)
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