Accord, si stringono i tempi Sindacati: l’impegno paga sempre

L’AQUILA. Tempo sei giorni e dovrebbero partire i lavori di adeguamento dello stabile. L’Accord Phoenix ha fretta, dopo quattro anni di ritardi e lungaggini. Ancora più fretta hanno i sindacati,...
L’AQUILA. Tempo sei giorni e dovrebbero partire i lavori di adeguamento dello stabile. L’Accord Phoenix ha fretta, dopo quattro anni di ritardi e lungaggini. Ancora più fretta hanno i sindacati, visto che tra aprile e maggio scade la mobilità a gran parte degli ex lavoratori del polo elettronico che sono in attesa di essere ricollocati. All’indomani della firma, in uno studio notarile di Milano, dell’atto di acquisizione dello stabilimento dove andrà a insediarsi l’innovativo sito per lo smaltimento di rifiuti elettronici, la parola d’ordine è accelerare. Gli spazi, ceduti dal Comune e dal commissario dell’ex Finmek, vanno ristrutturati e devono essere installati i nuovi macchinari provenienti dalla Germania. E nel frattempo, deve iniziare la concertazione sul piano di riassunzioni, visto che in ballo ci sono 128 posti di lavoro. «L’esito finale dell’operazione Accord Phoenix» commenta Clara Ciuca della Uilm «ci dimostra che, quando c’è un impegno serio anche da parte delle istituzioni, i risultati si portano a casa. Speriamo che analoga sorte abbiano velocemente anche gli altri progetti industriali già annunciati, visto che il nostro territorio sta vivendo un vero dramma occupazionale. Quello odierno è comunque, dopo tante battaglie, un giorno felice». Alfredo Fegatelli della Fiom sollecita la convocazione di un tavolo sindacale con l’azienda, «perché ora si può finalmente discutere del piano di riassunzioni e dei criteri con cui saranno ricollocati i lavoratori». Secondo Giampaolo Biondi della Fim «è importante capire quante persone, tra i fuoriusciti dal polo elettronico, sono rimaste ancora nel calderone e da qui partire, per garantire la ricollocazione di tutti e nello stesso tempo rispondere alle esigenze dell’azienda e rispettare le condizioni stabilite dal commissario Finmek».(r.s.)

