Accordo per proteggere gli orsi dai tanti pericoli lungo i binari

SULMONA. Arriva un protocollo per dire basta agli incidenti ferroviari con il coinvolgimento di orsi e fauna selvatica. A sottoscriverlo Rete ferroviaria Iitaliana, Regione e associazione “Ambiente e/...
SULMONA. Arriva un protocollo per dire basta agli incidenti ferroviari con il coinvolgimento di orsi e fauna selvatica. A sottoscriverlo Rete ferroviaria Iitaliana, Regione e associazione “Ambiente e/è vita” con l’obiettivo di promuovere azioni di salvaguardia del patrimonio naturalistico. Sarà valido sette anni il patto che consentirà di pianificare attività finalizzate a inquadrare il contesto faunistico e infrastrutturale e a delineare le azioni più adatte a ridurre il tasso di incidentalità dovuto agli attraversamenti dei binari ferroviari da parte degli animali selvatici. Rfi svolgerà un’analisi delle caratteristiche infrastrutturali delle linee ferroviarie del territorio finalizzata a individuare le zone di rischio; la Regione si impegnerà a promuovere interventi progettuali e “Ambiente e/è vita” svolgerà un’analisi sulla tipologia di fauna coinvolta negli attraversamenti e azioni di monitoraggio territoriale.
Per il vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente «inizia una nuova fase di applicazione del modello di sostenibilità competitiva che può regalare ai nostri territori innovativi sistemi di governance e management e uno sviluppo compatibile». Soddisfatto anche il direttore produzione Ancona di Rfi, competente per il territorio abruzzese, Nicola D’Alessandro. «Gli interventi sulla rete ferroviaria sono orientati a garantire un uso razionale delle risorse naturali e a ridurre al minimo gli impatti negativi delle attività sull’ambiente», afferma, «in tutte le sue componenti, fauna compresa». Il segretario nazionale dell’associazione Fernando Ferrara e il segretario regionale Patrizio Schiazza ricordano che «gli incidenti ferroviari che coinvolgono la fauna sono eventi drammatici che devono essere prevenuti nella logica di una rinnovata sensibilità ambientale». Per la componente del consiglio nazionale e coordinatrice scientifica di “Ambiente e/è vita” Abruzzo Silvia Di Paolo il protocollo «promuove una valutazione ex ante dei risultati a cui tendere, traccia un piano organico di intervento e si muove nella logica di promuovere misure in prevenzione e mitigazione del rischio». (e.b.)

