Accuse di «bivacco», scatta la mobilitazione del fronte antifascista

L’attacco di Fratelli d’Italia respinto da Pd e Potere al popolo «Tutto falso, Comune assente in piazza IX Martiri e a Filetto»
L’AQUILA. Il presunto «bivacco» antifascista a piazza Nove martiri per il 25 Aprile, evocato dall’esponente di Fratelli d’Italia Michele Malafoglia, ha scatenato un acceso dibattito al quale si aggiungono le voci di Pd e Potere al popolo.
La segretaria dell’unione comunale Pd Emanuela di Giovambattista e i segretari dei circoli Deborah Palmerini (Paganica), Quirino Crosta (Sassa), Cristina Equizi (L’Aquila centro) e Giorgio Loru (Arischia), vanno al contrattacco. «In malafede prima che in Malafoglia, il partito del sindaco ha affidato al suo portavoce l’atto, l’ennesimo, di distrazione: l’assenza del Comune alle celebrazioni di Piazza IX Martiri e Filetto, e la deposizione della corona nella caserma Pasquali senza i parenti delle giovani vittime. Ciò è avvenuto nel giorno più importante dell’anno, in cui si sono celebrate la Liberazione e la conquista della democrazia. Le stesse che hanno consentito al sindaco negli anni precedenti di ignorare il 25 aprile e di oltraggiare i familiari dei Nove martiri aquilani, e al responsabile comunale del suo partito di offendere l’intera comunità antifascista aquilana. La dimostrazione che Fratelli d’Italia si colloca da un’altra parte della Storia, ignorando che della comunità antifascista fanno parte anche gli elettori di centrodestra che si riconoscono nella democrazia e rifuggono da qualunque fascinazione dittatoriale. Dopo mesi di isolamento», proseguono dal Pd, «dopo aver atteso due anni prima di poter tornare in piazza IX Martiri, domenica scorsa, seppur con le necessarie limitazioni, è stato possibile celebrare la nostra Memoria collettiva fondamentale. C’erano i parenti dei nove giovinetti, c’era il partigiano Ettorre, c’erano giovani e meno giovani, bambini, famiglie. C’era una luminosa comunità antifascista che con cautela si riprendeva uno spazio e un momento di commemorazione. È stata una giornata attesa con pazienza, celebrata con discrezione, quasi con timore di disturbarne il corso. La Resistenza è un tratto identitario del territorio aquilano, che ha sacrificato molti dei suoi figli per la libertà e democrazia. L’intera comunità del Pd, insieme a tutti coloro che in questi valori credono e si riconoscono, ha partecipato con convinzione e reso onore alla memoria dei Partigiani, in tutti i luoghi della memoria. Unico assente il Comune. Non era presente in Piazza Nove Martiri né a Filetto e non era a Casale Cappelli. In questi luoghi c’era L’Aquila Democratica e Antifascista, stretta intorno ai parenti dei Partigiani trucidati dalla furia anti-italiana e a uno degli ultimi Partigiani viventi. Fdi ha perso l’occasione per provare a unire, come la politica vera richiederebbe soprattutto in certe occasioni, anziché dividere. Ha preferito suscitare lo sdegno e la vergogna di un’intera comunità. Il partito del sindaco ha di nuovo provato a sollevare i cittadini gli uni contro gli altri, usando i problemi della pandemia in modo fazioso e strumentale. Fdi chieda scusa».
Potere al popolo parla di «una bella mattinata, popolata di tante cittadine e cittadini, con musica e parole, oltre ai disegni di alcuni alunni di scuola primaria. Una giornata piena di sole, allegria e belle sensazioni, la cui testimonianza non sarà di certo rovinata dalle parole sgradevoli, inopportune e offensive di chi con evidenza non sa quel che dice e non tace». (e.n.)

