Acqua, Consiglio di Stato boccia la Santa Croce

Altro no dei giudici alla richiesta di gestione provvisoria della concessione Confermata la decisione del Tar che aveva accolto le tesi della Regione
CANISTRO. Un altro tassello alla interminabile vicenda giudiziaria che coinvolge comune, Regione e Santa Croce. Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza del 17 ottobre, dice no alla richieste avanzata dalla società Santa Croce nei riguardi della Regione Abruzzo, confermando quanto già stabilito dal Tar dell’Aquila lo scorso luglio. Infatti era stata rigettata l’istanza per la gestione provvisoria della concessione mineraria della fonte Sant’Antonio-Sponga. Il sindaco del Comune di Canistro, Angelo Di Paolo, e l’assessore Ugo Buffone, avvalendosi, del preliminare esame tecnico degli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia, hanno relazionato in merito all’ordinanza firmata dalla V sezione del Consiglio di Stato nel contenzioso tra la Santa Croce, difesa dagli avvocati Claudio e Matteo Di Tonno, e la Regione. «Ho seguito tutte le fasi della vicenda giudiziale», ha affermato il sindaco Di Paolo, «che pur non coinvolgendo direttamente il Comune, con tutta evidenza incide sulle prospettive della concessione, in un momento molto delicato della procedura di affidamento, in cui, due competitori, la San Benedetto spa e la stessa Santa Croce srl, sono in attesa dell’esito della gara». «Giuridicamente», affermano i legali, «il Consiglio di Stato, che ha anche condannato la società appellante alla refusione delle spese legali, ha ravvisato (in perfetta sintonia con il Tar dell’Aquila) che ‘la gestione temporanea della concessione mineraria nelle more della procedura di gara costituirebbe una deroga agli obblighi di evidenza pubblica». Insomma, bene ha agito la Regione a non assecondare la richiesta, poiché affidare la gestione temporanea alla società ex concessionaria in questo momento contrasterebbe con i principi della trasparenza e dell’imparzialità. Ma i supremi giudici amministrativi, questa volta, hanno aggiunto un’importante annotazione, evidenziando che «i pretesi tempi non determinabili di svolgimento della gara non possono essere addebitati alla Regione, in ragione del comportamento ostruzionistico della medesima società». «Ora basta», ha aggiunto Di Paolo, «il Comune attende da tre anni un nuovo concessionario, ma oggi scopriamo che, tra i molteplici motivi, non è stato possibile individuarlo anche a causa dei comportamenti della società Santa Croce, giudicati ostruzionistici dallo stesso Consiglio di Stato, nonché, aggiungo, a causa delle attuali incertezze della Regione nel gestire i tempi della nuova gara».
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