Acqua e depuratori, tariffe raddoppiate per gli imprenditori

5 Novembre 2020

Protestano gli industriali: «Effetti negativi sull’economia» La Saca si difende: «Non stabiliamo noi i costi del servizio»

SULMONA. «Troppo alte le tariffe di acqua e depurazione a carico delle aziende del nucleo industriale di Sulmona, raddoppiate con un provvedimento intempestivo e dannoso». Sono le accuse che Confindustria manda all’indirizzo di Saca, l’azienda che gestisce il ciclo integrato dell’acqua compresa la depurazione nell’area peligna e dell’Alto Sangro. «Non è pensabile che i costi di depurazione, per le aziende che operano nel nucleo industriale di Sulmona, vengano addirittura quasi raddoppiati, da 31 centesimi a metro cubo a 55 centesimi a metro cubo, secondo le tariffe indicate dal nuovo gestore, la Saca. Ciò determinerà un aumento delle spese per la gestione degli impianti idrici e di depurazione, a carico delle imprese, già alle prese con la crisi economica legata all’emergenza coronavirus», affermano Riccardo Podda, presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, e Francesco De Bartolomeis, direttore degli Industriali, i quali invitano ad aprire un confronto sulla vertenza in atto. Secondo Confindustria «in assenza di un accordo che preveda un contenimento dei costi a carico delle aziende, gli effetti sull’economia locale sarebbero fortemente negativi, contribuendo a disincentivare gli insediamenti produttivi sul territorio e a bloccare la possibilità di nuovi investimenti. In piena fase pandemica e con le tante difficoltà che le imprese del territorio si trovano a dover affrontare», concludono Podda e De Bartolomeis, «appare intempestivo un raddoppio delle tariffe, che farà lievitare ulteriormente i costi di gestione degli stabilimenti produttivi».
Immediata la replica del presidente della Saca, Luigi Di Loreto: «Le tariffe non sono stabilite dai gestori e quindi dalla Saca ma dalle autorità di Ambito territoriale ottimale competenti per territorio, oggi dall’Ersi, sulla base del metodo tariffario stabilito dall’autorità regolatrice Arera, precisa Di Loreto. Dal 1° marzo scorso la Saca ha preso in gestione la rete di distribuzione dell’acqua potabile nell’area del nucleo industriale e la gestione del depuratore di Santa Rufina, restando a oggi in capo ad Arap la sola gestione della rete fognaria del nucleo. La Saca ha provveduto all’emissione di fattura in acconto nei confronti di Arap, nelle more della definizione del corrispettivo da parte di Ersi, per il servizio di depurazione delle acque reflue provenienti dall’area industriale, nel rispetto di quanto dettato dal decreto legislativo 152 del 2006, che stabilisce che per le utenze industriali la quota tariffaria è determinata sulla base della qualità e della quantità delle acque reflue scaricate e sulla base del principio «chi inquina paga». Prosegue Di Loreto: «Dal primo marzo di quest’anno Arap beneficerà, grazie alla presa in gestione di Saca, di una notevole diminuzione dei costi di gestione della depurazione, che passerà dai circa 700.000 euro del passato a poco più di 400.000 euro da noi fatturato, eventuali ritocchi delle tariffe a danno delle imprese del territorio saranno esclusivamente addebitabili alle scelte di Arap».
©RIPRODUZIONE RISERVATA