Acqua non potabile, il sindaco ne vieta l’uso

Pettorano sul Gizio, l’ordinanza dopo il risultato delle analisi dell’Arta su due fontane del paese
PETTORANO SUL GIZIO. Acqua non potabile nel centro storico di Pettorano sul Gizio e il sindaco vieta di berla. L’ordinanza è stata firmata ieri mattina a seguito del risultato delle analisi dell’Arta su due fontane pubbliche (piazza Umberto I e via Raffaele Vitto Massei).
In sostanza è stato accertato che l’acqua non è conforme ai valori di riferimento previsti dalla normativa vigente.
Da qui l’ordinanza del sindaco che vieta di bere l’acqua delle fontane interessate e del relativo comprensorio che, coincide con tutto il centro storico che è servito dallo stesso serbatoio. Contemporaneamente il primo cittadino ha provveduto a contattare la società che gestisce l’acquedotto per gli interventi del caso.
L’acqua non potrà essere usata per bere, ma potrà essere utilizzata per gli altri usi, compreso quello relativo al la preparazione degli alimenti, previa bollitura. L’ordinanza rimarrà in vigore fino al rientro dei valori entro i limiti previsti dalla normativa vigente. Cosa che sarà accertata attraverso la ripetizione delle analisi da parte dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila (Servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione). «Si tratta di un problema molto circoscritto con i valori appena di poco superiori al limite previsto», afferma il sindaco Antonio Carrara, cercando di rassicurare i suoi concittadini.
«Ho contattato i dirigenti della Saca per chiedere di fare presto e di anticipare il prima possibile la ripetizione degli esami. Molto probabilmente la situazione potrà tornare alla normalità nel giro di qualche giorno. Anche perché sono stati effettuati tre controlli e uno di questi era perfettamente in linea con i valori di potabilità dell’acqua». Nel frattempo residenti e turisti non potranno bere l’acqua delle due fontane indicate dall’Asl.
Stessa cosa dovranno fare le famiglie che abitano nel centro del paese, con l’impianto idrico collegato allo stesso acquedotto. (c.l.)
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