Acqua Santa Croce Colella: dissequestro per le bottiglie

18 Novembre 2016

CANISTRO. La società Santa Croce ha presentato opposizione al sequestro amministrativo preventivo di 8 milioni di litri di acqua minerale imbottigliati nello stabilimento di Canistro operato dalla...

CANISTRO. La società Santa Croce ha presentato opposizione al sequestro amministrativo preventivo di 8 milioni di litri di acqua minerale imbottigliati nello stabilimento di Canistro operato dalla Regione. «Gli avvocati e i tecnici», si legge in un comunicato aziendale, «hanno inviato un dettagliato ricorso nel quale formulano le controdeduzioni al sequestro attuato alla presenza delle forze dell’ordine, il 9 e 10 novembre scorso dai funzionari della Regione, in seguito all’intervento nello spazio produttivo nel corso del blocco dei cancelli nell’ambito dello sciopero dei lavoratori. Ora la Regione ha 10 giorni per l’esame dell’opposizione e per le decisioni conseguenti al sequestro per presunte violazioni relative alla captazione dell’acqua senza concessione». Tra i punti salienti del provvedimento di opposizione della Santa Croce «la illegittimità ed illiceità dell’atto e del procedimento seguito, per violazione delle norme poste a tutela della proprietà privata e del domicilio a livello costituzionale», spiega uno dei legali della società Giulio Mastroianni. «I funzionari regionali forzando le serrature delle porte per entrare nello stabilimento di proprietà della Santa Croce, hanno superato i poteri loro attribuiti dalla legge ed attuato una autentica perquisizione, attività quest’ultima», continua l’avvocato, «riservata agli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria come sancisce il codice di procedura penale». Il legale spiega che «la norma che sanziona gli illeciti amministrativi, invece, permette accertamenti ed ispezioni (non perquisizioni) solo fuori dai luoghi di privata dimora, tra cui per giurisprudenza consolidata rientrano anche gli stabilimenti produttivi». «Quanto al presupposto del sequestro di aver captato acqua senza concessione», prosegue Mastroianni, «l’azienda risponde che era nel pieno diritto di prosecuzione in continuità sino al reperimento di un nuovo concessionario e, quindi, non ci sono illeciti».

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