Addetti antincendio: si tratta per salvare i 15 posti di lavoro

13 Maggio 2021

Previtali (direttore dei Laboratori dell’Infn) è fiducioso «Le distanze tra le parti sono ridotte, spero in un accordo»

L’AQUILA. «Confido che la frattura che si è creata possa ricomporsi a breve». Lo dice il direttore dei Laboratori nazionali del Gran Sasso Ezio Previtali, dopo la protesta dei 15 lavoratori del servizio sicurezza e antincendio all’esterno della sede del centro di ricerca, ad Assergi. La mobilitazione ruota intorno al passaggio del personale dalla vecchia ditta che gestiva il servizio – un’Ati composta da Professional service spa e Gsa spa – alla società che si è aggiudicata la nuova gara bandita dall’ente, la Sms spa di Napoli. Per la Cgil, ai lavoratori – personale che vanta oltre 20 anni di servizio nei Laboratori – sarebbero state proposte «condizioni retributive e contrattuali assolutamente inaccettabili, in violazione della clausola di salvaguardia occupazionale, del codice degli appalti, del contratto nazionale di categoria e del capitolato». «La clausola di salvaguardia è prevista da tutti i nostri appalti ma presuppone che poi siano le parti a trovare un accordo», spiega Previtali. «Noi come stazione appaltante abbiamo cercato di favorire in ogni modo un dialogo. La nostra parte l’abbiamo svolta correttamente, per quanto mi risulta il codice degli appalti è stato rispettato. Bando e capitolato sono stati validati dal nostro ufficio legale e il criterio con cui è stata scelta la ditta aggiudicataria non è stato solo di tipo economico ma anche tecnico: per vincere bisognava essere in possesso di requisiti molto specifici». La Cgil aveva obiettato anche che, essendo scaduta la vecchia gara e non essendosi ancora concretizzata la riassunzione dei lavoratori, non era chiaro chi stesse gestendo il servizio sicurezza e antincendio. «Quando abbiamo preso atto che l’accordo non sarebbe arrivato nei tempi giusti abbiamo chiesto alla ditta precedente di prolungare di un mese il contratto ma ci è stato detto di no», osserva Previtali. «Così abbiamo chiesto alla subentrante di tamponare il buco, ovviamente attraverso personale abilitato e con i curricula in regola per svolgere mansioni antincendio. Per la sicurezza interna dei laboratori, da due giorni la sta gestendo il nostro personale, che si è attivato con turni diurni e notturni per fare da supporto e affiancamento alla ditta subentrante. Dalle notizie che ho, le distanze tra le due parti si sono ridotte, confido che si possa arrivare a un accordo». «È gravissimo che l’azienda vincitrice dell’appalto abbia rifiutato di riassumere lavoratori già esperti proponendo condizioni inaccettabili», dice il consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci. «Totale solidarietà ai lavoratori».