Addio a Cordone, il re delle camicie aveva settant’anni

9 Febbraio 2022

Aveva ereditato la passione il mestiere dal padre Luigi Il ricordo del sindaco: «Un uomo dal sorriso contagioso»

AIELLI. La Marsica dice addio allo storico imprenditore tessile Dario Cordone. Dall’Abruzzo ha portato le sue camicie in tutto il mondo promuovendo quell’arte sartoriale che aveva appreso dal padre. Se n’è andato nel tardo pomeriggio di ieri Cordone, 70 anni. Da qualche mese lottava contro una malattia che alla fine lo ha portato alla morte. Il padre Luigi, originario di Teramo poi trapiantato nella Marsica, aveva una grande passione per la sartorialità. Predilezione per l’ago e il filo trasformata col tempo in un vero e proprio lavoro. È nata così la sartoria “Cordone 1956” fondata ad Aielli, nel giugno del 1956 da Luigi Cordone che ha saputo trasmettere l’amore per il suo lavoro anche al figlio Dario il quale, a sua volta, l’ha passata in eredità ai figli. La missione dell’azienda sin dall'inizio è stata offrire ai clienti un prodotto di alta qualità 100% made in Italy. Aspetto che negli anni ha permesso all’azienda di crescere e di oltrepassare i confini regionali e nazionali. Sposato con Antonietta, sempre al suo fianco, Dario Cordone ha condiviso il suo lavoro con i figli Luigi (che porta il nome del nonno) e Virginia che oggi hanno preso il timone della “Cordone 1956” che oggi vanta clienti in tutto il mondo, circa 45 negozi, tre partnership importanti con siti di alto livello per vendite online e uno showroom a Milano. Una vita di lavoro, sacrifici e passioni, interrotta bruscamente da una malattia. «Le sue camicie hanno fatto il giro del mondo», ha commentato il primo cittadino di Aielli, Enzo Di Natale, «non c’è aiellese che non ne abbia avuto una nel proprio guardaroba. Con la sua attività imprenditoriale ha contribuito, insieme alla propria famiglia, a scrivere la storia del nostro paese. Un omone grosso, dal sorriso contagioso, sempre pronto a scherzare. Tra i ricordi della mia infanzia c’è la sua stretta di mano, ci scuoteva così forte da sembrare quasi di stare su una giostra. Settant’anni sono pochi per andare via. Alla moglie, ai figli, alla sorella e ai nipoti, vanno le mie più vere condoglianze». La data dei funerali non è stata ancora fissata. (e.b.)
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