Addio a Fatigati, ambasciatore d’Abruzzo

12 Ottobre 2020

L’85enne Roberto (ufficiale dell’Esercito a riposo) si è spento sabato all’ospedale di Gorizia dopo un breve ricovero

L’AQUILA. Al titolo di generale non teneva molto, anzi si schermiva quando veniva appellato così. Roberto Fatigati, al contrario, era davvero onorato di essere stato annoverato tra gli ambasciatori d’Abruzzo nel mondo. Si è spento a 85 anni – nella terra friulana che lo aveva adottato, lui aquilano, ormai da anni – dopo un breve ricovero in ospedale in seguito a un malore. La situazione è precipitata nel giro di pochissime ore, lasciando sgomenti l’adorata moglie Silva Castellan e il figlio Fabio, soprattutto negli ultimi tempi suo altrettanto infaticabile accompagnatore nelle periodiche escursioni in terra abruzzese. Viveva a Gradisca d’Isonzo. Ma con L’Aquila mai aveva reciso il cordone ombelicale. Il nome di Fatigati, oltre a innumerevoli attività in campo sociale e nel mondo della solidarietà – assai più numerose quelle portate avanti lontano dai riflettori – è legato all’Associazione Abruzzesi e Molisani in Friuli Venezia Giulia, di cui era lo storico presidente.
«Punto di riferimento dell’associazionismo abruzzese in Italia, uomo di grande schiettezza e valore». Con queste parole ha inteso ricordarlo lo scrittore Goffredo Palmerini, che con lui condivideva i valori di valorizzazione e promozione dell’Abruzzo, della sua cultura e delle sue tradizioni, portato avanti insieme alle associazioni degli abruzzesi sparse in tutto il mondo. «Un impegno diuturno e appassionato che ha costellato d’iniziative culturali, sociali e solidaristiche l’associazione che egli stesso aveva fondato nel 1989 e che ha presieduto fino a oggi. Nella seconda sua terra d’elezione che tanto amava, ha intessuto con i friulani e giuliano-veneti un dialogo culturale fecondo, aperto anche alla confinante cultura slovena. Proprio per l’opera incessante di promozione il Consiglio Regionale, nel 2017, lo aveva insignito della più alta onorificenza di Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo. La notizia della sua scomparsa si è diffusa in un baleno, sia in Italia che all’estero, attraverso la rete delle associazioni abruzzesi nel mondo, destando ovunque tristezza e commozione».
Già in prima linea a San Giuliano di Puglia nel 2002, con aiuti mirati e diretti, in occasione del terremoto del 2009 prese a cuore le sorti di alcune persone e realtà realmente bisognose di sostegno, promuovendo numerose raccolte di fondi e provvedendo a documentare e consegnare nelle mani dei destinatari il ricavato di tali attività. Nel 2011 promosse all’Aquila il primo Raduno degli Abruzzesi nel mondo. Ha più volte sostenuto e ospitato, nella sua terra d’adozione, eventi culturali, seminari, mostre, concerti, coinvolgendo personaggi di primo piano del mondo culturale abruzzese. Nel 2016 volle fortemente ospitare a Gorizia una delegazione del presepe vivente di Pianola “Come a Betleem”, coinvolgendo le istituzioni locali ai massimi livelli. Numerosissimi i messaggi di cordoglio. Ai familiari le condoglianze della redazione del Centro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA