Addio a Giacinto Salvatore pioniere del rugby aquilano

Aveva 90 anni. Giocò nel gruppo plasmato da Fattori, l’esordio in A nel 1953 156 presenze in maglia neroverde. Il ricordo: generoso fuori e dentro il campo
L’AQUILA. È scomparso Giacinto Salvatore, 90 anni, uno dei pionieri del rugby aquilano, che giocò nel gruppo di atleti plasmato da Tommaso Fattori. Classe 1931, ruolo pilone-seconda linea, Salvatore ha conquistato il titolo di Campione d’Italia con la giovanile nel 1950, sempre sotto la guida del maestro Fattori. Ha esordito in serie A il 25 ottobre 1953 nel match L’Aquila-Amatori terminato con il punteggio di 11-6, in una squadra dove tra gli altri giocavano Ettore Pietrosanti (presidente dell’ultimo scudetto neroverde), Sergio Del Grande e, in undici campionati nella massima serie, ha collezionato 156 presenze con la maglia neroverde (vice campione d’Italia nel 1958/59) fino alla stagione 1963-1964 dove ha giocato tra gli altri con Sergio Tiboni, Loreto Cucchiarelli, Vincenzo De Masi, Antonio Di Zitti, i fratelli Giuseppe e Riccardo Fugaro.
Una squadra che nonostante la retrocessione in serie B si stava plasmando per raggiungere la vetta del rugby nazionale e che poi, nel giro di tre anni (1967), conquistò il primo storico scudetto della palla ovale aquilana.
«Giacinto Salvatore è stato la mia guida nel mondo del rugby, insieme ad Augusto De Blasis che chiamavamo amichevolmente papà»: così lo ricorda con profonda commozione Pino Fugaro.
«Nelle foto ero sempre tra loro due e con loro ho condiviso una vita sul campo da gioco», aggiunge con commozione. Un generoso in campo e fuori, ricordato con grande affetto dai suoi ex compagni: «Giacinto era un generoso e caratteristico per il suo inconfondibile accento», lo ricorda un emozionato Di Zitti, «aveva un fisico perfetto: alto un metro e 90, veloce e dinamico; un lavoratore in campo, sempre pronto a dare consigli ai compagni. Ci diceva: il pallone fatemelo toccare prima, che durante la partita ho da lavorare. Insieme a De Blasis, proteggevano i più giovani. Negli ultimi tempi ci siamo visti raramente, ma era sempre un piacere stare insieme. Con tutti gli ex giocatori siamo molto legati, con la voglia di rivederci per ricordare quei tempi davvero speciali. Ci mancherà, come mancherà al rugby aquilano tutto».
Giacinto Salvatore, premiato anche con l’Ovale d’oro dalla Fir (Federazione italiana rugby), da dirigente è stato presidente del Comitato regionale della Federazione italiana rugby Abruzzo, quando alla guida del sodalizio neroverde c’era Antonio Di Zitti.
«Rapporti eccellenti anche da dirigenti», conclude Di Zitti, «lui presidente del comitato regionale e io alla guida dell’Aquila, abbiamo sempre avuto incontri molto cordiali e collaborativi».
Lascia la moglie Marcella Longhi, i figli Luigi e Daniela e gli adorati nipoti Andrea, Dalila e Luigi Maria. I funerali si terranno domani alle ore 10.30 nella chiesa di Santa Rita in via Strinella all’Aquila.
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