Addio a Giovanni, l’alpino di ferro

Partecipò alla campagna di Russia, oggi il funerale ad Alba Fucens
MASSA D’ALBE. È morto Giovanni Rosati, uno dei pochi alpini superstiti della tragica campagna di Russia (1942-43). Aveva 92 anni, ma non li dimostrava. Non c'era raduno di penne nere al quale non partecipasse. L'ultimo a febbraio a Isola del Gran Sasso, dove per caso, dopo 70 anni, ha incontrato un commilitone, Valentino Di Franco, che credeva disperso in Russia. L'”alpino di ferro", come veniva chiamato, tempo addietro, aveva raccontato la sua odissea al Centro, concludendo: «Mi sono sempre domandato cosa dovesse farci della Russia Mussolini. Seguire Hitler in quell'avventura è stata una follia». Ci teneva molto Giovanni Rosati a partecipare all'adunata nazionale alpini, che si terrà in primavera all'Aquila. Purtroppo è stato stroncato da un malore improvviso, mentre era ospite della figlia Antonella, a Cappell dei Marsi. Rosati lascia, oltre ad Antonella, funzionario Inps, Alberto, ausiliario nella scuole. I funerali si tengono oggi, alle 11, nella chiesa di San Nicola, ad Alba. Vi partecipano il comandante del 9° Reggimento alpini dell'Aquila, colonnello Massimo Iacobucci; Giorgio Patricca, consigliere della sezione alpini Abruzzo, e gruppi alpini da tutta la Marsica. (n.m)
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