Addio a Luciano Fuà, memoria dei partigiani

27 Giugno 2023

Morto a 84 anni il negoziante perseguitato dalle leggi razziali, era fratello del patriota Oscar e di Sandro

SULMONA. Ci sono persone che hanno lasciato un segno nella storia cittadina. Luciano Fuà era tra queste. È morto nella sua abitazione a Sulmona, all’età di 84 anni, a pochi giorni dalla scomparsa dell’amato fratello Sandro. Entrambi provenivano da una famiglia di commercianti sulmonesi che aveva pesantemente subìto le conseguenze delle leggi razziali del 1938. Luciano Fuà era l’ultimo di sette figli. Il padre era stato segnalato come appartenente alla «razza ebraica» benché con la moglie si fosse convertito al cristianesimo dopo il matrimonio. Nonostante le disposizioni discriminatorie venissero in seguito dichiarate inapplicabili nei confronti dei Fuà, per aver combattuto Guido nella Grande guerra, la famiglia dal 1939 subì un crescente allontanamento dalla vita pubblica e molteplici atti di violenza e di vessazione. I figli maggiori furono espulsi dalla scuola, il negozio di tessuti preso di mira da fascisti e accoliti. Dal 1940 i nominativi dei Fuà erano di nuovo segnalati tra gli appartenenti alla «razza ebraica»: saccheggi e razzie si fecero più numerose con l’occupazione nazista, fino alla requisizione totale dei beni. Dal ’44, poi, iniziati i rastrellamenti degli ebrei per la deportazione nei campi di concentramento, i Fuà subirono la perdita di due zii, di parte materna, catturati a Roma e L’Aquila e deportati ad Auschwitz. Per non finire nei lager nazisti e per salvare i figli, Guido e Delia Fuà sistemarono Luciano e gli altri in diverse famiglie. Due dei figli, Oscar e Davide, furono persino prelevati per i lavori forzati sul piano delle Cinquemiglia, un altro fratello, Ennio, riuscì a varcare le linee del fronte, raggiungendo Bari liberata. La famiglia si riunì solo il 9 giugno 1944, alla liberazione di Sulmona. Allora Oscar Fuà, animato da un forte antifascismo e antinazismo, contro il volere dei genitore, decise di arruolatosi con la Brigata Maiella, formazione partigiana. Era tra i mitraglieri guidati da Gilberto Malvestuto, scomparso il 1° marzo scorso. Oscar Fuà cadde nella battaglia di Brisighella, sotto il fuoco incrociato di due mitragliatrici tedesche, a soli 17 anni. Luciano Fuà gestiva un negozio di pelletteria in via Roma. Per anni è stato impegnato nel conservare la memoria del fratello Oscar e dei patrioti della Brigata Maiella. «Luciano, avvilito dall’impoverimento dei valori ideali e civili del nostro tempo, non perdeva occasione di motivare al ricordo e alla testimonianza civile partecipando alle celebrazioni e gli eventi in onore della Brigata Maiella o facendosene promotore in prima persona», lo ricorda l’omonima Fondazione. Il sindaco Gianfranco Di Piero e l’amministrazione comunale hanno espresso «cordoglio ai familiari», ricordando che «il suo ricordo è vivo per aver gestito a lungo uno storico negozio in centro ma, soprattutto, per la sua assidua partecipazione alle più importanti cerimonie civili, sempre particolarmente legato alla memoria del fratello Oscar».
I funerali vengono celebrati oggi alle 11 nella chiesa di San Francesco della Scarpa.