Addio a Mauro il parrucchiere: «Punto di riferimento nel settore»

All’ombra della torre civica aveva imparato l’attività dalla madre Ada, era legatissimo alla sua città Il ricordo: «Sempre pronto alla battuta di spirito, amante dell’ironia». Funerali a San Silvestro
L’AQUILA. Per mezzo secolo ha accolto nel suo salone, nel cuore della città, la sua affezionata clientela. Mauro, lo storico parrucchiere di via Verdi, «un punto di riferimento nel campo dell’acconciatura», come lo ricordano quanti l’hanno conosciuto e amato, si è spento all’età di 84 anni, circondato dall’affetto dei figli e dei nipoti. Saranno celebrati questo pomeriggio alle 15, nella chiesa di San Silvestro, nel pieno rispetto delle normative anticontagio, i funerali di Mauro Palmieri Del Beato, 84 anni, che dell’attività artigianale appresa all’ombra della torre di Palazzo, alla scuola della madre Ada – una delle prime parrucchiere dell’Aquila che non c’è più – aveva fatto la sua professione. Una scelta di vita che lo ha portato a incontrare un gran numero di persone e a ingrandire progressivamente la sua attività con nuovi servizi, senza mai cedere alla tentazione di emigrare fuori dall’Aquila, città alla quale era legatissimo. Dall’attività di famiglia in via Marrelli (il padre Agostino era un noto profumiere) passò a gestire un salone tutto suo in via Verdi, a due passi da piazza del Teatro, dove per anni ha sperimentato tecniche e prodotti innovativi nel campo della bellezza femminile. Ha formato, a sua volta, anche altre professionalità nel medesimo settore. Poi, in una fase successiva, aveva proseguito l’attività in via San Bernardino, a Palazzo Fibbioni, ora sede provvisoria del Comune, ai quattro cantoni, dove ha continuato a lavorare ancora per diversi anni fino alla pensione. Anche se non era più in attività da qualche tempo, era molto conosciuto in città anche per il suo carattere socievole. Sempre pronto alla battuta di spirito, era amante dell’ironia e, soprattutto, dell’autoironia che gli ha dato la forza anche nei momenti di maggiore difficoltà legati alle sue condizioni di salute che, negli ultimi tempi, erano peggiorate. Seguiva con passione gli interessi in campo artistico dei nipoti, che adorava. Lascia la moglie Luciana, i figli Danilo, Lily, Debora e Alessia e gli altri familiari che lo ricordano con grande rimpianto. (e.n.)

