Addio a Padre Liberti, anima dei Gesuiti

Fu tra i fondatori della Comunità XXIV Luglio. Aveva 79 anni. Il primo febbraio ottavario a San Mario
L’AQUILA. È morto a Napoli, all’età di 79 anni, padre Vittorio Liberti, gesuita, protagonista del rilancio dell’azione pastorale, di evangelizzazione e di promozione umana dei Gesuiti nella diocesi, nell’Università e nella città dell’Aquila tra gli anni ’70 e ’90.
«Anni straordinari», raccontano i sui amici ed estimatori, «nei quali le Chiese locali – a volte con difficoltà e resistenze – si aprivano alle novità del Concilio Vaticano II: padre Vittorio visse intensamente queste novità aiutando tutti coloro che incontrava – giovani, studenti, scout, portatori di handicap, cittadini – a scoprire la bellezza e la forza del Vangelo e, soprattutto, il volto di un Dio diverso da quello fino ad allora presentato da un cattolicesimo tradizionale precettistico e devozionale».
«La chiesa dei Gesuiti, la Cappella Universitaria, il Collegio Universitario d’Abruzzo», proseguono, «erano i luoghi dov’era possibile incontrarlo, per partecipare ai suoi incontri di catechesi, di Lectio Divina, ma anche alle discussioni sui temi più scottanti dell’attualità sociale e culturale, oppure semplicemente per un colloquio spirituale, eccellendo padre Vittorio nell’accompagnamento delle persone nel discernimento della volontà di Dio. Da gesuita, non aveva paura del mondo, del confronto e del dialogo con le persone culturalmente e politicamente distanti, anticipando allora, in un momento di aspri conflitti sociali, l’azione pastorale che oggi distingue Papa Francesco.
«“Cercare e trovare Dio in tutte le cose”, questo era il significato profondo della sua testimonianza informata allo spirito ignaziano, mai disincarnata, mai disgiunta dalla promozione umana, dall’attenzione ai poveri e agli emarginati», proseguono gli amici in una lettera. «Grazie a lui nacque la “Comunità XXIV Luglio”, che fu davvero una innovativa esperienza in grado di coinvolgere in una dimensione comunitaria anche disabili e portatori di handicap, valorizzandone la dignità umana. Da tale esperienza contribuì alla nascita dell’Associazione “Abitare Insieme” per la realizzazione di una struttura di accoglienza per famiglie e portatori di handicap. Andato via dall’Aquila, ha ricoperto importanti incarichi nella Compagnia di Gesù e nella Chiesa, sempre conservando la sua sagace ironia napoletana, con la quale sapeva misurare le umane cose, dando ad esse il vero significato e il giusto valore. In occasione dell’ottavario della sua morte, quanti lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene lo ricorderanno con una celebrazione liturgica che si svolgerà il primo febbraio alle 19 nella chiesa di San Mario alla Torretta, celebrata da padre Lino Dan».
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