Addio a Paolo Scopano, padre del Prg

Fu assessore all’urbanistica quando nel 1975 fu varato il Piano. Aveva 90 anni ed esercitava ancora l’attività forense
L’AQUILA. Lutto nella politica e nel mondo forense per la morte dell’avvocato Paolo Scopano. Aveva 90 anni e negli anni Settanta fu assessore all’Urbanistica del Partito repubblicano quando fu redatto il primo Prg. Fu molto amico di politici importanti quali Ugo La Malfa, Giovanni Spadolini, Federico Brini, Marco Pannella. Insegnò diritto all’Itc e fu un assiduo frequentatore del Circolo tennis fino a pochissimi anni fa. Il lutto colpisce anche il collega Giampiero Giancarli, suo nipote. Lunedì l’addio, alle 11, nella chiesa del Soccorso al cimitero.
Ecco un ricordo dell’ex vicesindaco Goffredo Palmerini.. «Apprendo con tristezza», dice, «la notizia della scomparsa dell’avvocato Scopano. Lo incontravo, ogni tanto, quando rientrava dalle sue passeggiate, egli sempre sportivo a dispetto dell’età avanzata. Un mese fa l’ultimo incontro, in via Strinella, egli però, affaticato rispetto alle altre volte, mi confessò le difficoltà che stava vivendo. Lo conoscevo e stimavo da oltre mezzo secolo. Dapprima lo avevo conosciuto come docente, mi aveva insegnato Diritto alle superiori. Poi come politico e amministratore civico. Tra gli esponenti di punta del Pri, Scopano è stata una delle intelligenze più lucide e significative per L’Aquila. Lo è stato specie in uno dei momenti più difficili per la città, ma anche più creativi e ricchi di progettualità». «Intendo riferirmi agli anni Settanta del secolo scorso», prosegue, «quando L’Aquila conobbe, a fine febbraio del 1971, la stagione della rivolta per il capoluogo, dopo l’approvazione dello Statuto regionale. Furono mesi difficili per la ricostruzione del rapporto tra partiti e cittadini. Ma la sfida fu vinta e fu superata sul campo d’una visione programmatica della città, del suo sviluppo, del suo futuro. Fu vinta grazie a scelte coraggiose per L’Aquila, guidate dalle amministrazioni di Tullio de Rubeis, nel primo quinquennio, e di Ubaldo Lopardi nel secondo. Furono gli anni della pianificazione urbanistica, che per la prima volta guardava anche allo sviluppo urbanistico delle frazioni, superando la gabbia del “Piano Piccinato”. La pianificazione urbanistica, affidata al Gruppo Tea, fu proprio guidata da Scopano, sia nella redazione del Programma di fabbricazione che del Piano regolatore adottato nell’aprile 1975 allo scadere del mandato. Vidi all’opera, in quegli anni, l’assessore Scopano, negli incontri pubblici e nelle assemblee dei cittadini. Allora ero consigliere di frazione a Paganica. Egli rigoroso, determinato e accorto nel governare un processo di pianificazione rimasto ibernato per decenni. Condivisi con lui il quinquennio con Lopardi sindaco, apprezzandone l’intelligenza e la laicità rigorosa. L’Aquila gli deve riconoscenza, gli aquilani è giusto che gli rendano l’onore che merita». Alle famiglie Scopano e Giancarli le condoglianze del Centro. (cr.aq)
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