Addio a Sericchi, il partigiano di 101 anni

Celano piange la morte di un eroe della Resistenza. Santilli e Cantelmi: «Grave perdita per tutti noi»
CELANO. È morto all’età di 101 anni Antonio Sericchi, conosciuto a Celano come Tonino i’ pupazz, ma noto soprattutto per le sue imprese da partigiano. Una notizia che ha fatto subito il giro della città e ha suscitato profonda commozione in quanti conoscevano Sericchi. «Sono molto dispiaciuto nell’apprendere della scomparsa di Antonio Sericchi», ha commentato il sindaco Settimio Santilli, «ci lascia un uomo al quale si era affezionata tutta la nostra comunità, perché rappresentava una testimonianza storica non solo di Celano ma dell’intera Italia. Nel 2017 aveva ricevuto la medaglia della Liberazione dal prefetto e noi gli consegnammo, proprio l’anno scorso, in occasione del suo 100esimo compleanno, le chiavi della città. A ogni ricorrenza istituzionale lo invitavo e lui partecipava sempre con entusiasmo. Un grave lutto. Alla famiglia giungano le condoglianze non solo mie personali, ma anche quelle di tutta la comunità celanese colpita nel profondo».
«Mi ha rattristato molto aver saputo della morte di Tonino», ha detto l’onorevole Giancarlo Cantelmi, «negli ultimi tempi non stava bene, ma era sempre sereno. Tonino è stato un tipo generoso, la sua medaglia della Liberazione fa capire come alto sia stato il suo contributo per la nostra nazione. Era un personaggio vivace, da giovane attivo per la sua Celano. Negli ultimi tempi, nonostante il peggioramento delle sue condizioni di salute, era rimasto sempre ironico. È una grave perdita».
Antonio Sericchi, classe 1918, ha attraversato la storia dell’ultimo secolo, testimone e protagonista di avvenimenti tra guerre e tensioni sociali. Nel 2017 è stato insignito della medaglia della Liberazione, ricevuta dal prefetto Giuseppe Linardi per la sua lotta al nazifascismo. Sericchi ha avuto una vita piena, ha servito il Paese nel corpo dei Bersaglieri, ma ancora di più come partigiano. Un’esperienza che lo rendeva fiero ancora oggi, quando ricordava gli anni bui dell’occupazione, di come lui e altri giovani “volontari della libertà” si opponevano a tedeschi e fascisti. Molte persone ricordavano un episodio del 1956, quando ci fu una nevicata straordinaria che bloccò tutto e tutti: Sericchi, da solo, raggiunse la borgata di Strada 14, completamente isolata, in sella al suo cavallo.
Sericchi lascia le figlie Gabriella e Antonina.
I funerali vengono celebrati oggi alle 18.30 nella chiesa di San Giovanni.
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