Addio a Sorrentino, ristoratore jazzista

Dalla cucina dello “Scoiattolo” all’amore per il sassofono e la fisarmonica: oggi l’addio nella chiesa del Torrione
L’AQUILA. Al tavolo del suo ristorante “Lo Scoiattolo”, a San Giacomo, era facile incontrare, anche a notte fonda, dopo l’ultimo spettacolo, personaggi del calibro di Gigi Proietti. Lo ha ricordato ieri Federico Fiorenza, uomo di teatro. Tra un piatto e una suonata – dal sassofono alla fisarmonica, dalla chitarra al pianoforte – Dante Sorrentino ha vissuto tutta la sua esistenza. Una vita a ritmo di jazz, il suo primo amore.
Con la sua scomparsa, avvenuta all’età di 88 anni, nella sua abitazione del Torrione, circondato dall’affetto della moglie Pina Alleva e dei figli Edoardo e Francesco, la città perde un protagonista della scena musicale. Fondatore dell’Aquila jazz, ha insegnato musica a molte generazioni di giovani. Con un gruppo di “diversamente giovani”, ha poi messo in piedi il coro dell’associazione musicale “Armonie d’argento”, progetto sociale-culturale che a mano a mano è entrato nel tessuto cittadino attraverso numerose iniziative. Era anche socio dell’associazione “Insieme per i diritti degli anziani”.
«Carattere mite, umano, socievole, tranquillo, dotato anche di uno spirito ironico sereno, critico e penetrante. Ha lavorato, con apprezzamento, alla Biblioteca Provinciale dell’Aquila», ricorda Fulgo Graziosi, già dipendente della stessa amministrazione, «dove i ragazzi si recavano per studi e ricerche, ma anche per parlare di musica con il maestro Dante. Ha diretto con successo e per diversi anni il Coro delle Armonie d’Argento. Su questa denominazione spesso ironizzava, dicendo che i coristi non erano delle voci bianche, ma di bianco avevano soltanto i capelli, meglio ancora d’argento. Gli amici, i musicisti, i coristi, i conoscenti e tutti gli aquilani esprimono alla famiglia le più sentite condoglianze».
Stamani alle 11,30 i funerali, celebrati nella chiesa di San Pio X al Torrione.
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