Addio al costruttore Lattanzi Realizzò l’albergo Federico II

Ieri i funerali nella chiesa di San Mario alla Torretta, altro intervento curato dalla sua impresa edile Aveva 88 anni. Il ricordo del direttore dell’hotel: «Un uomo di elevato spessore e integrità morale»
L’AQUILA. La vita non gli aveva risparmiato i dolori più grandi, come la perdita di due dei suoi quattro figli, Nicoletta e Stefano. Ieri, l’addio al costruttore Giorgio Lattanzi, 88 anni, si è celebrato nella chiesa di San Mario alla Torretta, realizzata dalla sua stessa impresa edile. Lutto nel mondo dell’imprenditoria cittadina, di cui Lattanzi è stato uno dei protagonisti. L’8 marzo 1949, a soli 13 anni, a Roma, iniziò a lavorare come aiuto carpentiere nell’impresa edile del suo maestro e zio Stefano. L’8 agosto 1956 nacque la ditta individuale “Lattanzi Giorgio”, specializzata nella realizzazione di strutture in calcestruzzo armato. Dall’edilizia residenziale al direzionale, passando per il commerciale, nell’arco di 70 anni di attività.
Tra gli interventi realizzati dalla sua impresa edile si ricordano l’albergo Federico II di via Strinella, la chiesa parrocchiale di San Mario alla Torretta (oltre alla struttura del vicino supermercato e altri immobili), ma anche il centro direzionale Strinella 88, con svariate realizzazioni di capannoni nei nuclei industriali, come quello di Pile, e l’edilizia residenziale con ville e appartamenti. Numerose le ristrutturazioni, demolizioni e ricostruzioni legate all’attività post-terremoto sia in centro storico sia nelle zone periferiche della città.
Questo il ricordo di Roberto Laglia, direttore dell’albergo Federico II: «Ha lasciato la vita terrena il signor Giorgio, capostipite della famiglia Lattanzi, tra i proprietari e costruttori dell’Hotel Federico II. Uomo di elevato spessore e integrità morale, persona di gran cuore, imprenditore vecchio stampo. A lui mi legano solo ricordi positivi. All’incontro di lavoro con il consiglio di amministrazione per diventare direttore dell’hotel, dopo il classico confronto sulle cose curricolari e gli obiettivi, chiuse con queste parole: “Conosco suo padre e la sua famiglia, è sicuramente una persona sana”. Un abbraccio forte e le condoglianze mie e della mia famiglia ai figli Graziella, Giancarlo e tutti i familiari».
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