Addio al medico Sabatini scrittore, poeta e pittore

24 Gennaio 2020

Il ginecologo si è spento a 92 anni, funerali stamani alle 11 a San Bernardino Il ricordo degli amici: «Un fine intellettuale, intriso di una profonda umanità»

L’AQUILA. È morto all’età di 92 anni Bruno Sabatini, medico, scrittore, poeta e pittore molto noto all’Aquila. L’ex sindaco Massimo Cialente lo ricorda così: «È con profondo dolore che ho appreso della scomparsa del dottor Bruno Sabatini, caro collega e amico. Bruno è stato un grande ginecologo, sempre disponibile, intriso di profonda umanità. Ma egli è stato anche un fine intellettuale sempre presente nella vita culturale della nostra città e regione. Una vita piena, arricchita da affetti e amicizie. Tutti gli abbiamo voluto bene. Un abbraccio alla moglie e alla figlia Beatrice». Bruno Marconi, ex presidente del Cai, scrive in una nota: «Ho conosciuto Bruno Sabatini circa 40 anni fa, compagno di tante escursioni montane. Rimasi colpito subito dalle sue foto del Gran Sasso che ha poi usato a corredo del suo libro di liriche “I Canti della Roccia”. Una montagna che Bruno Sabatini “fotografo” ha conosciuto, spiato intimamente, percorrendola in lungo e largo. Nonostante le limitatezze dello spazio che il nostro sguardo può cogliere, nel paesaggio è riuscito a percepire l’immensità delle cose, l’invisibile che sta al di là del visibile. Il silenzio dei sentieri montani, il candore delle nevi, l’azzurro del cielo, la sorpresa dell’alba, le ombre lunghe dei tramonti, il conforto delle voci “amiche” dei rifugi, vengono da lui assunte ed elaborate come propria esperienza del mondo. Per un artista lo sguardo al paesaggio è, in sintesi, lo sguardo sul mondo con il suo mistero, il suo segreto. L’impulso di Bruno Sabatini è stato quindi, quello di ritrarlo, quasi di possederlo, nella sua capacità di sentirne il respiro, come apparizione della totalità delle cose attraverso una manifestazione locale e momentanea. L’intera produzione artistica, superata l’iniziale, ma fondamentale produzione fotografica, attraverso un lungo processo è divenuta comunicazione lirica in cui si coglie il piacere di trasmettere integre le proprie esperienze e di ricreare emozioni e riflessioni in special modo nell’immaginario di coloro che con Bruno hanno condiviso la passione per un ambiente da conoscere e conservare per i suoi scenari di pace e tranquillità dove rifugiarsi per sfuggire alle sofferenze della quotidianità. Caro Bruno, conserverò di te un ricordo indelebile anche memore, con me presidente nel lontano 2006, del fatto che la sezione del Cai ebbe in dono da te, socio ultracinquantennale, una delle tue opere raffiguranti un paesaggio montano, carico di significati, a testimonianza del tuo amore per la montagna e di legame affettivo alla grande famiglia del Cai». I funerali stamani alle 11 nella basilica di San Bernardino in centro.