Addio al pediatra Paris «I bimbi la sua missione»

Aveva 88 anni ed è stato un luminare nell’indagine scientifica sull’autismo Impegnato in Albania con don Antonio Sciarra. Il ricordo della moglie Clara
AVEZZANO. La Marsica piange la scomparsa del dottor Augusto Paris, pediatra, neuropsichiatra infantile e luminare nell’indagine scientifica sull’autismo. Si è spento ieri all’età di 88 anni. Una vita dedicata ai bambini la sua, in particolare a quelli con difficoltà. Originario di Celano, come pediatra incominciò a frequentare in veste di consulente il centro di riabilitazione di Avezzano (ex Centropolio) – di cui in seguito fu dirigente medico fino al 2000 – sentendo il bisogno di aiutare i bambini con problemi. Fu così che nel 1960 conseguì la specializzazione in Neuropsichiatria infantile all’Università di Pisa. Nel 1968 è convolato a nozze con Clara. Dal loro matrimonio sono nati due figli, Enzo e Lucilla. «Ha svolto la sua professione come una missione», ricorda la moglie Clara.
In 60 anni di professione il dottor Paris ha conosciuto tre generazioni di piccoli pazienti. In Italia viene considerato un vero precursore nell’indagine scientifica sull’autismo. Degne di nota le sue collaborazioni oltreoceano con Glenn Doman, fisioterapista statunitense, che insieme allo psicologo americano Carl Delacato, ha sviluppato una propria teoria sulla cura dei bambini con lesioni cerebrali. «Delacato venne per ben tre volte ad Avezzano», ricorda la moglie di Paris, «dove visitò bambini provenienti da tutta Italia». Paris non è stato solo un medico. C’è chi lo considera un missionario. Dopo la pensione, insieme a don Antonio Sciarra, fece diversi viaggi in Albania. «Andava due volte l’anno e lo fece per dieci lunghi anni», ricorda ancora la moglie, «si recava in un piccolo centro di riabilitazione per bambini e ragazzi gestito dalla suore. Grazie a lui mi avvicinai anche io al mondo della disabilità, a me sconosciuto, e a quello del volontariato. In uno dei viaggi in cui lo accompagnai tornammo in Italia con un bambino albanese che facemmo curare nel nostro Paese. Ancora oggi ricevo messaggi di affetto dall’Albania». Nel 1971 il medico marsicano fu ospite del programma di Rauuno “Domenica In”. Pippo Baudo lo invitò per la presentazione di un libro sulla dislessia dal titolo “Mio figlio non sa leggere”. In passato aveva scritto diversi articoli anche per il Centro. Paris ha svolto il suo compito fino alle fine e con passione. Fino a qualche settimana fa, seppur non più in salute, non ha saputo dire di no ricevendo a casa diversi bambini. «La sua soddisfazione era di aiutare», ricorda ancora la moglie, «l’aspetto più difficile della sua professione, mi diceva, era misurare le parole nelle diagnosi più difficili affinché le madri non perdessero mai la speranza».
I funerali domani, alle 11, nella cattedrale di Avezzano.
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