Addio all’albergatore morto in montagna

30 Aprile 2022

Pescocostanzo, i funerali oggi alle 11.30. Trozzi è rimasto vittima di una caduta mentre scendeva da Monte Amaro

PESCOCOSTANZO. Si svolgeranno questa mattina alle 11.30 a Pescocostanzo, nella basilica chiesa di Santa Maria del Colle, più nota come “Collegiata”, i funerali di Marco Trozzi, l’albergatore morto mentre scendeva da Monte Amaro con gli sci, insieme a due amici di Roccaraso.
La salma è stata riconsegnata ai familiari che hanno potuto così fissare data e orario del rito funebre. Ma non sono mancate alcune difficoltà nel rilascio del nulla osta da parte delle autorità competenti. Difficoltà imputabili – almeno così sembrerebbe – a un errore nel trasporto della salma fino a Passo San Leonardo.
La zona in cui è avvenuto l’incidente mortale – Rava della giumenta bianca – rientra infatti territorio del comune di Sant’Eufemia a Maiella, dove avrebbe dovuto essere trasferito il corpo ormai privo di vita di Trozzi (recuperato dal personale del 118 che ha raggiunto il luogo dell’incidente in eliambulanza) in attesa della riconsegna ai familiari. Invece, la salma è stata lasciata sul prato del piazzale antistante all’albergo rifugio di Passo San Leonardo, nel territorio di Pacentro.
Ed è stato proprio questo disguido a complicare a vicenda, tenuto conto che Pacentro fa parte della provincia dell’Aquila, mentre la procura competente è quella di Pescara. Alla fine il problema è stato superato e i familiari hanno potuto così avere il necessario via libera per la sepoltura del 60enne, la cui salma è stata portata alla cappella del cimitero di Pescocostanzo da dove oggi sarà trasferita in chiesa per il rito funebre.
A causa delle restrizioni legate alla pandemia, non ci sarà il corteo funebre ma verrà, però, comunque rispettata la tradizione pescolana che prevede due diverse cerimonie religiose: la prima nella chiesa del suffragio dei morti dove ci saranno i salmi e le litanie rigorosamente in latino, e poi in quella di Santa Maria del Colle con il rito funebre vero e proprio. Nel frattempo l’intero paese – dove la notizia è stata accolta con grande incredulità – ma anche le vicine comunità di Rivisondoli e Roccaraso, si sono strette attorno alla famiglia di Marco Trozzi. L’albergatore era, infatti, molto conosciuto ed aveva amici in tutto il comprensorio dell’Alto Sangro.
«Era una persona umile e generosa, sempre pronto a dare una mano agli altri», ricorda con commozione Roberto Donatelli, anche lui albergatore ed ex consigliere della Provincia dell’Aquila, «con Marco perdiamo una persona buona e gentile che amava il suo territorio mettendosi sempre a disposizione per ogni iniziativa che veniva organizzata».
Marco Trozzi aveva due grandi passioni: la mountain bike e lo scialpinismo che praticava assiduamente sulle montagne abruzzesi, e la direttissima di Monte Amaro era una delle sue preferite. Secondo il racconto dei due amici, i fratelli Massimiliano e Alessio Giancola che erano insieme a lui al momento dell’incidente, Marco era partito per ultimo.
Forse una spigolata o un leggero malore, fatto sta che l’albergatore, che aveva compiuto 60 anni pochi giorni fa, è scivolato sul ghiaccio. Ha cercato di afferrare il bastoncino di Massimiliano ma non ce l’ha fatta, portandoselo dietro.
Alessio che stava più a valle, ha cercato di fermarlo ma è stato egli stesso travolto, cosicchè sono scivolati insieme sul ghiaccio. Il destino ha voluto che nello scivolare a valle, Marco andasse a sbattere violentemente contro alcuni spuntoni di roccia. Cosa che non gli ha lasciato scampo: la morte, infatti, è avvenuta sul colpo
Marco Trozzi lascia la moglie Gabriella e i figli Niccolò, ingegnere gestionale nelle Ferrovie dello Stato, Corinna anche lei laureata e l’ultimo nato Tommaso di appena 12 anni.
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