Addio all’associazione “Città della patata”
Il Comune fa dietrofront: «Nessun beneficio concreto». Il progetto pensato per i prodotti del Fucino
AVEZZANO. La città di Avezzano non fa più parte dell’associazione nazionale “Città della patata”. A sancirlo è una delibera approvata dalla giunta comunale. Un provvedimento arrivato, tra l’altro, in via «d’urgenza». Il Comune, secondo quanto stabilito dall’esecutivo in una deliberazione del 12 novembre 2020, era entrato a far parte – come socio fondatore – dell’associazione “Città della patata” con l’obiettivo di creare un brand e favorire promozione e valorizzazione della patata del Fucino. Ma qualcosa è andato storto: «Dato atto», spiega l’ente nella delibera di giunta, «che le finalità perseguite dall’amministrazione comunale con la predetta adesione non si sono realizzate nei modi e nei tempi previsti da questo ente, che a oggi non ha ottenuto alcun concreto beneficio dalla partecipazione all’associazione, la cui attività si è rivelata del tutto inadeguata rispetto alle aspettative del Comune di Avezzano». Alla guida dell’associazione si era insediato, da giungo 2021, il consigliere comunale Ernesto Fracassi. L’esponente della maggioranza Di Pangrazio aveva preso il posto di Palmerino Fagnilli, sindaco di Pizzoferrato (provincia di Chieti) e sospeso per diciotto mesi – in virtù della legge Severino – per la condanna in primo grado per concussione, tentata e consumata legata alla vicenda della casa anziani Villa Arzilla.
Un progetto – che come spiegava lo stesso Fracassi - «puntava alla crescita economica, produttiva e occupazionale dei territori che fanno della patata il proprio vessillo produttivo». Un progetto di marketing territoriale che dunque si è rivelato un flop: il repentino dietrofront del Comune è arrivato infatti prima del 30 settembre, vale a dire la data ultima per i soci per presentare le dimissioni senza dover versare la quota di iscrizione per l’anno successivo (mille euro). Tre anni fa, furono in particolare Confagricoltura e il Consorzio della Patata del Fucino a scagliarsi contro l’amministrazione comunale per l’iniziativa: secondo i produttori, infatti, la patata fucense era già tutelata dal marchio Igp ritenendo l’iniziativa addirittura «dannosa» per il prodotto stesso. (l.p.)
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