Addio alla prof Ventura, poetessa e scrittrice

Cultura in lutto per la scomparsa, a 84 anni, dell’ex insegnante del Liceo Classico. Oggi i funerali
L’AQUILA. Cultura aquilana in lutto per la morte a 84 anni di Anna Ventura, docente al liceo Classico, scrittrice, poetessa e critica letteraria. Ne hanno dato notizia ieri pomeriggio i figli Cesare e Stefano Ianni. I funerali oggi, alle 15 nella basilica di San Bernardino.
Goffredo Palmerini, amico di famiglia, ne ha tratteggiato un commosso ricordo. «Anna Ventura», scrive Palmerini, «era nata a Roma nel 1936 da genitori abruzzesi. Laureata in lettere classiche a Firenze, agli studi di filologia classica, mai abbandonati, ha successivamente affiancato un’attività di critica letteraria e di scrittura creativa. Lunga sarebbe la lista con il dettaglio delle opere pubblicate, per molte case editrici italiane: tra esse 13 volumi di poesie, 9 volumi di narrativa – soprattutto racconti, ma anche romanzi e diari di viaggio – e 6 testi di critica letteraria, oltre a diverse antologie. Alcune sue opere sono state tradotte in francese, inglese, spagnolo, tedesco, portoghese e rumeno, e pubblicate su riviste, antologie e volumi monografici. Di lei si sono occupati critici italiani e stranieri, anche in monografie. Giornalista, Anna Ventura ha collaborato con varie riviste, in Italia e all’estero. È presente nell’antologia delle scrittrici del Pen Club internazionale, curata dall’Università di Salta, in Argentina. Corposo il palmares dei riconoscimenti e dei premi che le sono stati tributati fra cui il premio per la cultura della presidenza del Consiglio dei ministri nel 1983. Ha tradotto dal latino il De Reditu di Claudio Rutilio Namaziano e gli Inni di Ilario di Poitiers per il volume “Poeti latini tradotti da scrittori italiani” (Bompiani, 1993). Ha diretto la collana di poesia Flores, per la casa editrice Tabula Fati di Chieti. I suoi diari sono tutti depositati presso l’Archivio Nazionale del Diario di Pieve Santo Stefano. Sono affettuosamente vicino a Cesare e Stefano toccati dal dolore per la perdita dell’amatissima mamma», scrive ancora Palmerini, «ero grande amico di Fausto, il loro papà, giornalista fecondo, saggista e critico d’arte che si era occupato intensamente della realtà culturale italiana particolarmente per le arti figurative. Ero poi diventato anche amico di Anna, che ho sempre ammirato per la finezza, l’eleganza, la signorilità e la grande cultura umanistica. Sono ancor più grato ad Anna Ventura per aver voluto che scrivessi la prefazione al libro testimonianza “Tra domenica e lunedì”, il suo diario del terremoto dal 6 aprile al 21 novembre 2009, una delle sue ultime opere, anche per i sopraggiunti problemi alla vista. Dopo il terremoto del 2009 il suo trasferimento nella casa di Montesilvano, affacciata sul mare, dove ha passato con piacere molti anni di serenità, di letture e passeggiate sul lungomare, fino al recente ritorno all’Aquila, nella bella casa in via Persichetti».

