Addio alla senatrice Marinucci: pioniera delle donne in politica

Storica esponente del Partito socialista e tra le prime abruzzesi ad avere incarichi nazionali prestigiosi Eletta in Senato e al Parlamento europeo, portò avanti battaglie per le quote rosa e i diritti femminili
L’AQUILA. Tra le prime donne in Italia a sostenere l’introduzione delle quote rosa nelle elezioni. Sue le battaglie per i referendum, l’aborto, il divorzio. Paladina di una politica al femminile, consumata a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, non scevra di un’azione incisiva e determinata. Com’era nel suo carattere. Si è spenta ieri a 94 anni Elena Marinucci, esponente di spicco del Partito socialista italiano prima, e dei Socialisti democratici italiani poi. Senatrice della Repubblica, sottosegretario alla Sanità ed europarlamentare, ha portato L’Aquila, sua città di origine, e L’Abruzzo sulla scena nazionale. Antesignana delle politiche di genere, grande amica della scrittrice Dacia Maraini, ha iniziato la carriera a Roma, frequentando gli ambienti femministi e partecipando al gruppo del Teatro della Maddalena.
DALLA PARTE DELLE DONNE
Diplomata al liceo Cotugno dell’Aquila, Elena Marinucci si laurea in giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Nel 1951 sposa il deputato e avvocato aquilano Nello Mariani, da cui ha i due figli Paolo, morto a 63 anni nel 2016, e Serenella. Per alcuni anni svolge la professione di avvocato nello studio del marito, dedicandosi anche all’insegnamento. Iscritta all’Unione donne giuriste, diventa attiva in politica durante le manifestazioni a favore della legge Fortuna-Baslini sul divorzio. La svolta, con il trasferimento a Roma, quando inizia a frequentare gruppi di autocoscienza e fonda la Lega delle donne per il socialismo. Attivista del comitato socialista fondato da Adriana Fabbri Seroni a difesa della legge 194, nel congresso del Psi del 1981 a Palermo, viene nominata da Bettino Craxi responsabile femminile nazionale del partito. È questo il momento in cui si accede la battaglia per l’inserimento di una quota del 25% degli incarichi direttivi del partito riservata alle donne: il superamento del concetto di parità formale a favore del principio delle pari opportunità.
UNA VITA IN POLITICA
Intensa l’attività parlamentare in Italia e all'estero. Eletta senatrice nel 1983, è membro della commissione Giustizia. Porta la sua firma la proposta di legge per accorciare il tempo tra divorzio e separazione, ridotto nel 1987 da cinque a tre anni. Presidente della commissione nazionale per la realizzazione della parità tra uomo e donna presso la Presidenza del Consiglio, viene rieletta nel 1987 e nel 1992 in Senato e nominata sottosegretario per la Sanità. Nel 1987 si esprime a favore della legalizzazione della surrogazione di maternità appoggiando il gruppo Donne e diritto della commissione nazionale di parità, che supportava il divieto di disconoscimento di maternità e paternità nei casi di fecondazione artificiale. Eletta europarlamentare nel 1994, ricopre il ruolo di componente della commissione per la protezione dell’ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori, della commissione per i diritti della donna, della delegazione per le relazioni con i paesi dell’America centrale e con il Messico e della delegazione per le relazioni con Ucraina, Bielorussia e Moldavia. A fine anni ’90 si ritira dalla scena politica.
POLITICA E CULTURA
«È stata una grande politica sulla scena nazionale», ricorda l’ex sindaco dell’Aquila Enzo Lombardi. Radici agli antipodi, lui Dc e lei socialista, hanno però sempre coltivato un rapporto di stima reciproca e profonda fiducia: «Aveva una grande personalità e uno stile inconfondibile, che trasmetteva nella sua azione come parlamentare: donne così non se ne trovano tutti i giorni». Marco Fanfani, ex assessore comunale ed ex presidente della Fondazione Carispaq, ha condiviso un lungo tratto di strada con la senatrice: «È stata un punto di riferimento delle donne in Italia, ha rappresentato l’Abruzzo in maniera significativa. Determinata e grande lavoratrice. Forse la più grande paladina del territorio in Parlamento». La passione per la cultura unita a un’impronta innovativa, un carattere deciso e volitivo hanno caratterizzato ogni azione. «Sono cresciuto dentro casa di Elena», racconta il consigliere comunale Gianni Padovani, «mio padre Antonio l’ha sostenuta con forza nelle battaglie in favore delle donne, accompagnando il suo percorso politico. Sapeva quello che voleva, consapevole del valore delle donne, anche in ruoli apicali». Marinucci ha trascorso gli ultimi anni della sua vita tra Roma e L’Aquila. La sua biografia, “Una rivoluzione positiva”, scritta con la storica Anna Maria Isastia, ne racconta le battaglie e la lotta senza confini per affermare la dignità delle donne.
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