Addio alle tre scuole di specializzazione

Università, il Comune ratifica la fine per Cardiologia, Neurologia e Pediatria Il sindaco Biondi: abbattere i campanilismi per riaverle e puntare al Dea 2
L’AQUILA. Il consiglio comunale straordinario serale, per discutere la ratifica del trasferimento dall’Aquila a Chieti, già deciso da un anno, di tre scuole di specializzazione («abbiamo numeri bassissimi», ha detto la rettrice Paola Inverardi, vedi articolo in basso), ha presentato due aspetti: il primo, l’unità d’intenti a livello provinciale; il secondo, la spaccatura nel gruppo consiliare Pd. Ma andiamo per ordine.
IL PRIMO. È la novità di avere capito che i campanili sono soltanto quelle costruzioni a punta, che sovrastano le chiese, e non possono più costituire un confine ideologico e progettuale. I buoi oramai sono usciti, ma il consiglio allargato e aperto, che ha ospitato il manager dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Rinaldo Tordera, e la rettrice dell’Università, Paola Inverardi, ha votato un ordine del giorno che è un voltare pagina con il passato: la cooperazione totale di tre enti fondamentali, il Comune (anzi, meglio dire i Comuni), la Asl e l’Università. I tre enti hanno capito che o vanno insieme, oppure si chiude bottega.
OBIETTIVO CENTRATO. «Lo scopo di questo consiglio comunale era proprio questo e lo abbiamo centrato», spiega il consigliere e capogruppo di Fd’I, Giorgio De Matteis – che tra l’altro è medico – che ha voluto la seduta «insieme a tutti i consiglieri», sui tagli delle scuole di specializzazione all’Aquila. «Finalmente si fa fronte comune a livello provinciale e solo così si potrà ottenere qualcosa. Con questo consiglio», spiega De Matteis, «abbiamo dato forza al sindaco Pierluigi Biondi, per poter intervenire in maniera pesante a livello politico».
«Non solo, ma anche con il Comitato ristretto dei sindaci», ha aggiunto il vice primo cittadino, Guido Quintino Liris, «di cui il coordinatore è proprio Biondi». E il manager Tordera ha posto l’accento proprio sul concetto di “provincia”: «Io non parlo più di Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, ma di “Asl provinciale”, perché è questa la giusta prospettiva da cui lavorare. Il nostro territorio Asl è più grande di tutto il Molise».
BIONDI E IL DEA. È stata rilevata la necessità, sottolineata nell’intervento accorato del sindaco Biondi – che ha convocato per la prossima settimana il Comitato ristretto dei sindaci – di chiedere con forza il Dea di 2° livello per la provincia dell’Aquila, che, invece, è stato già assegnato a Chieti-Pescara. Lelio De Santis (capogruppo Cambiare Insieme-Idv), inquadra il problema da un’altra prospettiva: «Purtroppo stiamo intervenendo su un argomento per il quale non c’è più nulla da fare. Sia la ex amministrazione Cialente, che questa attuale, non hanno fatto nulla per evitare i tagli». Nonostante l’opinione critica, De Santis ha però votato l’ordine del giorno di De Matteis, primo firmatario, con il quale si «impegna il sindaco, anche nella sua qualità di presidente della Conferenza dei sindaci della Asl, a intraprendere ogni azione, a livello regionale, per garantire il comparto della sanità aquilana e il mantenimento di adeguati livelli dei servizi al cittadino, oltre all’offerta formativa dell'Università».
SECONDO PUNTO: IL PD.
Il capogruppo Pd, Stefano Palumbo, ha definito «inutile» la seduta del consiglio. E al momento del voto, si è rivelato tutto il malumore interno al Pd, concretizzatosi con una vera spaccatura: a favore si sono pronunciati Americo Di Benedetto, Emanuela Iorio e Antonio Nardantonio, mentre Palumbo e Stefano Albano (segretario comunale Pd), sono usciti dall’aula. L’ordine del giorno è passato all’unanimità, ma senza i due Pd. Intanto lunedì il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, e Tordera incontrano l’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, per una ricognizione sulla carenza di personale della Asl “provinciale” dell’Aquila, Avezzano e Sulmona.
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