Addio Catarinacci, calcio in lutto Coi suoi gol portò l’Avezzano in C

22 Novembre 2020

Morto a Trasacco all’età di 71 anni, fu un beniamino biancoverde alla fine degli anni Settanta Gli aneddoti e i ricordi degli ex compagni Gigli, Gasbarra e Marescalco: «Un altruista, grave perdita»

TRASACCO. All’età di 71 anni, è morto a Trasacco Sergio Catarinacci, malato da tempo. Era grande e grosso Sergio, con un fisico straripante che in gioventù ne aveva fatto un calciatore di primissimo livello in quell’Avezzano che sotto la guida di Piero Grasselli vinse il campionato di serie D nella stagione 1977-78. Attaccante dai mezzi atletici ampiamente superiori alla media, arrivò in biancoverde con l’etichetta di centravanti d’area, ma mister Grasselli, che di calcio se ne intendeva, lo trasformò ricavandogli un ruolo da novello Cruijff, bravo a lottare su ogni pallone, ma soprattutto a portare il suo marcatore diretto fuori dalla difesa, così da favorire i compagni di squadra che in tal modo potevano approfittare dei varchi che andavano a crearsi. E quando dalle fasce arrivavano i cross, il suo colpo di testa raramente mancava il bersaglio. Franco Galassi, ex vicesindaco di Trasacco, lo ricorda così: «Un uomo d’altri tempi, generoso, disponibile, altruista, di sani principi e sempre pronto a mettere pace laddove venivano a crearsi dissapori di qualsiasi genere. Per tutti noi è una grande perdita». Un altro che con Catarinacci ha condiviso tante soddisfazioni è Venanzio Gigli, il portiere di quella bella squadra: «Di Sergio rammento il grande altruismo e la sua capacità di farsi apprezzare anche senza parlare troppo. Della nostra militanza sportiva ricordo di una trasferta in Campania e dell’appuntamento che ci eravamo dati la mattina della domenica prima della partenza. Per un qualche contrattempo, Sergio non rispettò l’orario e a un certo punto l’allenatore Grasselli diede l’ordine di partire. Il vice presidente Vernarelli decise di aspettarlo e lo accompagnò lui allo stadio. Quando Grasselli lo vide, non disse una parola e tutti pensammo che non avrebbe giocato, ma a sorpresa la maglia numero 9 fu sua e quel giorno Sergio si sdebitò con una magnifica doppietta». A formare il trio d’attacco, a quei tempi c’erano Ioris Gasbarra e Marescalco, il primo a destra e l’altro a sinistra: «Faceva freddo», ricorda Gasbarra, «e qualche volta capitava che prima di iniziare la fase di riscaldamento, Sergio tirasse fuori dalla borsa qualche mignon di cognac che trovava particolare gradimento da parte di molti di noi». I ricordi di Franco Marescalco portano in Sardegna: «Eravamo andati in trasferta a Calangianus e un paio di avversari mi stavano massacrando di falli. All’ennesima scorrettezza nei miei riguardi, Sergio affrontò a brutto muso i due sardi, minacciandoli che se avessero continuato con quell’atteggiamento avrebbe stroncato le loro carriere con un solo intervento». E lo ricorda con piacere anche Flaviano Fiasca, il tifoso che in collaborazione con il Centro contribuì a stilare la classifica dei migliori giocatori del centenario biancoverde: «Tra gli attaccanti, Catarinacci conquistò il quinto posto con ben 326 preferenze, segno evidente che anche a distanza di anni il suo ricordo era ancora vivo». Appese le scarpette al chiodo, Sergio fece il bidello nelle scuole del comprensorio di Trasacco-Collelongo, fino ad arrivare alla pensione. Lascia i due figli Gianluca e Alessandro.
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