Addio Dama della Bolla Perdonanza, nuove regole

Abolita la selezione cittadina per la scelta del personaggio-chiave del corteo In lizza per portare l’astuccio una dipendente comunale e, in seguito, un bimbo
L’AQUILA. Addio Dama della Bolla. Non si parla, però, del Giovin Signore. L’astuccio vuoto portato in corteo finirà nelle mani di una dipendente comunale (e, in seguito, toccherà a un bambino). Da definire se la scelta avverrà mediante sorteggio, per mettere a tacere le chiacchiere tipiche di una città che con la mano destra invoca il perdono e con la sinistra fa assurgere la maldicenza ad asserito valore culturale. La Perdonanza cambia. Nuove regole dettate dal comitato scientifico. Ma chi sono i custodi dell’ortodossia celestiniana? Si tratta dei professori Francesco Zimei (musicologo) e Walter Cavalieri (storico) e dell’esperto di comunicazione Massimo Alesii.
NO ALLA SELEZIONE. E così, mentre il dibattito politico s’incentra sull’aspetto spettacolare (un fronte politico bipartisan denuncia ritardi e rischi di flop, a due mesi dalla festa aquilana per eccellenza), il Comune tira fuori le linee guida e gli obiettivi della Perdonanza, destinati a far discutere. «Restituire centralità all’aspetto spirituale, a partire dalla celebrazione dell’Indulgenza. La riconciliazione è un processo e un percorso che hanno radice antica nell’essenza del messaggio celestiniano», è questa la premessa. Poi si passa al dettaglio. Anzi, più che altro al...taglio.
CORTEO CORTO. Il comitato scientifico vuole un corteo più agile. «Eliminare», si legge nel capitolo “obiettivi permanenti”, «gli aspetti più dissonanti e favorire l’aggregazione della cittadinanza. Affidare l’astuccio della Bolla a una dipendente comunale, senza alcuna selezione. Tenere totalmente libero il fronte e il piazzale della Basilica da palchi e strutture ingombranti».
FESTA E FIERA. Tra i medesimi obiettivi permanenti c’è anche quello di allestire, per l’intero periodo della Perdonanza (presumibilmente nella settimana dal 23 al 29 agosto), la Fiera del Perdono, «creando», dicono gli esperti, «in cortili di palazzi storici restaurati e in altri spazi architettonici di pregio, un circuito commerciale ed espositivo sulle eccellenze del territorio».
«CANTI E SONI». Per il 26 agosto il comitato scientifico propone «soni e balli del Perdono, con musicisti medievali per le vie del centro e danze sociali aperte a tutta la cittadinanza in alcune piazze storiche. «La Perdonanza, evento autentico e unico nel suo genere, è da intendersi come grande rito collettivo e non come mero contenitore di spettacoli. Gli spettacoli siano sempre adeguati ed esclusivi oltre che selezionati in base a un tema, che non può essere il semplice intrattenimento. Essi dovranno fungere da adeguata cornice al rito e svolgersi in spazi appositamente dedicati al di fuori del periodo delle celebrazioni liturgiche e del Perdono. Sarebbe auspicabile, anno per anno, l’individuazione di un motivo conduttore unico al quale uniformare tutti gli eventi (spettacoli, incontri, dibattiti). Molti i possibili temi connessi: pace, resilienza, giovani, difesa dell’ambiente e dei beni comuni».
BIPOLARI. Il comitato suggerisce di «rilanciare la bipolarità delle feste celestiniane (Perdonanza e santi protettori) anche per riattivare la storica vocazione commerciale dell’Aquila». Analoga valorizzazione la si immagina per i Quarti storici.
IMMOTA MANET. «La Bolla non dev’essere più spostata», ammoniscono gli esperti. Va custodita dal Comune, in attesa di un museo civico di reliquie. La Perdonanza e la storia aquilana vanno insegnate a scuola. Tra gli obiettivi (2019 e oltre) pure un meeting internazionale per la pace al quale «provare a invitare» il Papa. E per quel periodo, magari, sospendere i “ci vediamo nella mischia, comunque vada”.
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