Addio don Primo, il sacerdote-calciatore

25 Febbraio 2021

Da Cerone a Di Nicola, sotto la sua guida sono cresciuti i talenti locali nel centro sportivo Cesolino

AVEZZANO. “Nel più misero degli uomini, brilla l’immagine di Dio”. Era questo il motto che don Primo Coletta ha sposato per la sua intera esistenza. All’età di 74 anni, al termine di una lunga malattia, è scomparso ieri a Roma il sacerdote orionino che ha lasciato una traccia indelebile del suo passato anche ad Avezzano, tra il 1975 e il 1980. A Cesolino, sotto la sua guida, sono cresciuti i migliori talenti del calcio locale, quel gruppo che per oltre un decennio ha fatto parlare in termini entusiastici dello sport marsicano. All’epoca avevano meno di 15 anni i vari Orazio Di Loreto, Ersilio Cerone, Roberto Di Nicola, Salvatore Rivo, Corrado Gualtieri, Giulio Isidori e di don Primo Coletta serbano tutti un grande ricordo.
Orazio Di Loreto era il più piccolo: «Persona squisita che all’occorrenza sapeva essere anche un padre. Di lui ricordo che una domenica ci portò a Roma per sfidare i pari età del don Orione capitolino, in una partita di calcio che poi seppi che era anche un provino per un osservatore del Milan. Dalla tribuna don Primo ci incitava con calore e quando Corrado Gualtieri realizzò la rete del successo, entrò in campo e ci abbracciò tutti in un clima di festa». Non meno diverso è il ricordo che Roberto Di Nicola, autentica bandiera dell’Avezzano calcio, serba di un prete tra l’altro molto bravo anche a giocare al calcio: «In quel periodo, don Primo era ancora abbastanza giovane e non perdeva occasione per mescolarsi a noi nel ruolo di centrocampista. Una volta mise su una squadra di dirigenti dell’Orione di Avezzano e andò a sfidare i pari grado della capitale, con tutti noi al seguito. Il risultato non lo ricordo, ma ricordo che alla domenica pomeriggio ci portò all’Olimpico per vedere la sua amata Lazio che nella circostanza faceva esordire per la prima volta un giovanissimo Lionello Manfredonia».
Centrocampista come don Primo, era anche Salvatore Rivo che in quel ruolo avrebbe meritato ben altre fortune: «Persona speciale, nel senso più ampio del termine, perché non si limitava soltanto a insegnarci a giocare a pallone, ma si informava anche sui nostri profitti scolastici e ricordo che all’occorrenza impartiva anche lezioni di matematica, materia nella quale era preparatissimo». La testimonianza più recente, è quella di don Bruno Fraulin, l’attuale direttore del centro don Orione di via Corradini: «È stato il prete degli ultimi, uno che si è speso in particolare per gli orfani, prima a Roma, poi a Napoli e ancora a Pescara e poi a Reggio Calabria dove aveva creato il gruppo degli Oblati. Ai disabili dedicava gran parte del suo tempo».
Don Primo è tornato ad Avezzano nel 1993, ricoprendo il ruolo di direttore fino al 1995. Recentemente anche lui aveva dovuto combattere con il Covid, ma a ricondurlo alla casa del Padre è stato un male incurabile che ha sopportato cristianamente fino all’ultimo giorno. I funerali oggi a Rocca Priora.