Addio Laurenzi, politico di razza e bandiera dell’Avezzano calcio

Lillino aveva 77 anni, una malattia se l’è portato via in pochi mesi. Fu assessore e leader nel centrodestra In biancoverde 400 partite, molte con la fascia da capitano. I figli: «Ha vissuto tante vite». Molti i ricordi
AVEZZANO. Esuberante e combattivo, sui campi di calcio come in politica. Per lui ogni passione era una battaglia da portare avanti senza sosta. Francesco Laurenzi, meglio conosciuto come Lillino, ha combattuto fino alla fine anche contro una malattia che non gli ha dato scampo. È morto mercoledì notte nella sua abitazione di Paterno di Avezzano, all’età di 77 anni. Ex dipendente Arssa, capitano e storico terzino dell’Avezzano calcio. E poi consigliere e assessore provinciale e comunale. Laurenzi è ricordato da tutti come una persona che non si perdeva mai d’animo. La sua prima passione fu lo sport. Negli anni Settanta è stato prima terzino e poi libero dell’Avezzano calcio, all’epoca Forza e coraggio. Disputò oltre 400 partite, parte delle quali con la fascia da capitano al braccio. Poi iniziò a lavorare all’Arssa, ma dopo un po’ decise di seguire la passione per la sua professione e si licenziò aprendo un suo studio da commercialista. Contemporaneamente iniziò la carriera politica.
«Per lui la politica è stata una vera e propria passione dalla quale ha faticato a staccarsi», racconta il figlio Gianfranco, anche a nome dei fratelli Paolo e Roberto e della mamma Grazia Rosati, «l’ha dovuta far convivere con lavoro e famiglia e non è stato sempre facile. Lui viveva le passioni a fondo. È come se avesse vissuto tante vite. Ha iniziato con il calcio, con la Forza e coraggio, poi il lavoro e la politica. E sopra a tutto la famiglia. Aveva un grande rapporto con tutti, sia con il fratello medico Bartolomeo, sia con il cognato Ezio Rosati. Era un uomo corretto».
Negli anni Novanta iniziò ad affacciarsi al mondo della politica e in pochi anni divenne un punto di riferimento per il centrodestra. Consigliere comunale in opposizione, poi in maggioranza e ancora consigliere e assessore provinciale e poi assessore comunale al Bilancio. «Si candidò dopo Tangentopoli», ricorda Ezio Stati, «e subito divenne una bandiera del centrodestra e del popolo della libertà in Forza Italia. Era una persona brillante, estroversa, burbera all’apparenza ma dal cuore d’oro. In consiglio diceva sempre: a questo farò ricorso. Perché da commercialista aveva sempre questo spirito di andare a fondo alle cose. Era un uomo dalle mille risorse che è andato via troppo presto perché poteva ancora dare molto in termini di consigli e di esperienza».
Dopo la candidatura nel 2012 con Italo Cipollone sindaco iniziò a sfilarsi dalla scena politica. «Siamo stati insieme in consiglio e abbiamo fatto tante battaglie», afferma l’ex consigliere Mariano Santomaggio, «spesso in tandem portavamo avanti le nostre iniziative sia tra i banchi della maggioranza sia in opposizione».
Per Massimo Verrecchia, attuale capo segreteria del presidente della Regione, Marco Marsilio, «se ne va un amico e un valido amministratore, competente e attento. Sempre presente, non ha mancato di darci manforte neanche negli ultimi appuntamenti elettorali». Roberto Alfatti Appetiti, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Laurenzi è stato «un leone in consiglio, sempre pronto e confrontarsi per l’interesse superiore della città, uomo leale, all’antica, sanguigno, competente, di grande umanità. Una perdita grave per la città».
Antonio Rico, esponente della Lega, rammenta «le tantissime occasioni di confronto e l’enorme affetto che riusciva sempre a tributarmi. Il suo basso profilo nel compiere cose di alto lignaggio sarà sempre d’esempio». Fino a dicembre, poco prima di ammalarsi, si aggiornava e si confrontava con i figli sulle novità legate all’economia e alla finanza.
«È stato presidente del collegio sindacale della cantina», precisa l’attuale presidente della Cantina del Fucino, Lorenzo Savina, «ed è sempre stato un amico della cantina. Quando eravamo ragazzi vivevamo vicino, poi si è spostato in un’altra casa di Paterno ma non ci siamo mai persi di vista. Veniva da noi anche solo per fare due chiacchiere».
I funerali si svolgeranno oggi alle 15 nella chiesa di San Sebastiano Martire a Paterno.
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