Addio Pluto, il cane simbolo dell'Aquila post-terremoto

20 Maggio 2016

Era diventato una presenza fissa a tutti gli appuntamenti: dalle assemblee cittadine ai cortei di protesta, dal Corteo della Bolla della Perdonanza agli eventi istituzionali. Martedì scorso aveva "accolto" Renzi

L'AQUILA. «Il nostro amato Pluto se n'è andato». Così sulla pagina Facebook "I cani dell'Aquila" il triste annuncio della morte del cane simbolo del post-terremoto dell'Aquila, al quale in tanti si erano affezionati. Presenza fissa a tutti gli appuntamenti pubblici, dalle assemblee cittadine nell'immediato post-sisma ai grandi cortei con decine di migliaia di persone per la lotta alla restituzione delle tasse sospese, dal Corteo della Bolla della Perdonanza fino agli eventi istituzionali: il meticcio ha «accolto» anche il premier Matteo Renzi, martedì scorso fuori l'auditorium del Parco, come fatto negli anni con i predecessori Mario Monti e Silvio Berlusconi.

«Il centro storico lo ha visto per molti anni libero e padrone delle strade, anche dopo che il terremoto ha spopolato la città. Pluto era però ormai vecchio e da alcuni mesi le sue condizioni fisiche erano molto precarie - spiegano -. Alla neoplasia ossea che si era manifestata già da qualche anno, visibile anche nel rigonfiamento delle zampe anteriori, si erano aggiunti problemi articolari e neurologici».

Da mesi era seguito con particolare attenzione: imboccato per farlo mangiare, controllato più volte al giorno nei suoi ormai brevi spostamenti, monitorato periodicamente dal veterinario della Asl, sottoposto alle cure necessarie. «Due giorni fa - rende noto la pagina sui cani del capoluogo - il suo stato è improvvisamente e drasticamente peggiorato: a causa di un'ulcera alla bocca e probabilmente alla diffusione della neoplasia di cui soffriva, non riusciva più a nutrirsi e nemmeno a bere. Ricoverato al canile sanitario della Asl, il veterinario responsabile, che pure lo ha sottoposto a cure e reidratazione, non ha potuto far altro che constatarne lo stato già agonico. Pluto si è addormentato senza soffrire».