Agente ustionato, in arrivo Salvini

22 Giugno 2018

Il ministro dell’Interno lo ha chiamato annunciando la volontà di incontrarlo. Intanto migliorano le condizioni del 47enne

SULMONA. Migliorano le condizioni dell’agente penitenziario di 47 anni, originario di Chieti, ustionato con olio bollente a seguito dell’aggressione di un ergastolano rinchiuso della sezione di alta sicurezza del carcere di Sulmona. Le cure dei medici del reparto di chirurgia dove l’agente è stato ricoverato subito dopo l’aggressione in cui ha riportato ustioni di primo e secondo grado al volto, alla spalla e al torace, stanno avendo effetto tanto che dai prossimi giorni potrebbe essere dimesso. Mentre per l’aggressore è stata disposto un periodo di isolamento a seguito dell’ulteriore misura cautelare decisa dal magistrato di sorveglianza dopo l’aggressione. Nel frattempo sono stati tanti i messaggi di vicinanza arrivati all’agente ferito, anche dalle più alte cariche dello Stato. Dopo il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha voluto manifestargli la sua solidarietà con una telefonata in cui ha voluto conoscere le sue condizioni annunciando una sua prossima visita a Sulmona proprio per incontrare di persona l’agente penitenziario. Sulla vicenda è intervenuta anche la sindaca Annamaria Casini, esprimendo la solidarietà al poliziotto ferito e ai colleghi del carcere di Sulmona. «Il vile ferimento subìto da un agente di polizia penitenziaria dell’Istituto di reclusione di Sulmona è terribile. Tutta la mia solidarietà al poliziotto e a tutta la categoria degli agenti del carcere esposti a rischi enormi. So che la situazione a Sulmona è grave e la necessità di nuovo personale è ormai una emergenza. Sono al vostro fianco». Poliziotti e colleghi che ieri sono stati vicino al collega ferito per l’intera giornata. Tra loro il segretario Cst Adriatica Gran Sasso Mauro Nardella, intervenuto nuovamente sulla gravissima situazione che si vive nel carcere di Sulmona. «La situazione vissuta ieri, a detta dei veterani»,evidenzia Nardella, «sembra aver riportato l’orologio”carcerario” indietro di 40 anni. Negli anni 70, infatti, erano frequenti gesti come quelli che abbiamo vissuto mercoledì mattina, seppur in un contesto dove la legge Gozzini non ancora offriva i benefici premiali. Evidentemente ciò non basta se al giorno d’oggi si contano aggressioni quotidiane negli istituti di pena italiani». La Fp della Cgil ha chiesto invece l'apertura di un tavolo di confronto con l'amministrazione penitenziaria «per trovare soluzioni condivise che consentano di contrastare il fenomeno dello stress e di ridurre al minimo i rischi di aggressione al personale, mettendo in sicurezza i lavoratori e il lavoro che essi svolgono».
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