Agevolazioni con le Zes: individuati 151 ettari per l’apertura di aziende

13 Maggio 2022

L’assessore Ruscio: «La nostra documentazione promossa dal prefetto Così aumentiamo l’attrattività per investimenti esteri e nazionali»

AVEZZANO. Un’occasione per molte industrie e società che rischiano di sprofondare nella crisi. Arriva dalle azioni di sostegno alle imprese del territorio previste dalla Zes (Zona economica speciale), che può creare condizioni favorevoli allo sviluppo delle imprese già attive e all’insediamento di nuove attività. Il Comune di Avezzano è già al lavoro per cogliere queste opportunità.
LA MISURA
La Zes è una zona geograficamente delimitata e chiaramente identificata, collegata alla rete transeuropea dei trasporti (Ten-T), e altre aree funzionalmente connesse, ideata per dare nuova spinta all’economia anche con l’intervento delle amministrazioni locali che devono fare la propria parte per costruire condizioni favorevoli. «Il Comune di Avezzano», ha dichiarato l’assessore Loreta Ruscio, «dopo la riunione in prefettura sul tema, ha fatto propria la documentazione predisposta, considerata inappuntabile anche dal punto di vista della previsione di spazi dedicati a nuovi insediamenti. La Zes abruzzese», ha aggiunto l’assessore al Bilancio, «nasce con l’obiettivo di aumentare l’attrattività per investimenti esteri e nazionali. È caratterizzata da una fiscalità di vantaggio e da un articolato sistema di semplificazioni amministrative».
LE AREE
In Italia, allo stato attuale, ci sono otto Zes. Oltre all’Abruzzo, la Campania, la Puglia, la Basilicata, la Calabria, la Sicilia, la Sardegna e il Molise. Nella provincia dell’Aquila i comuni interessati sono quelli di Avezzano Carsoli, Oricola, Pereto, Pratola Peligna, Sulmona e Raiano. Ad Avezzano sono stati assegnati 151 ettari in base alla perimetrazione della legge (nel nucleo industriale dove si trovano tanti capannoni fantasma) e il Comune ha dovuto individuare fogli e particelle anche tenendo presente l’opportunità di rinnovare il tessuto produttivo.
IL CREDITO
Le imprese insediate nelle aree Zes possono beneficiare di agevolazioni, tra cui il credito d’imposta, per le aziende che acquistano beni strumentali, commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti, fino a 100 milioni di euro e cumulabile con altri aiuti di Stato e con gli aiuti de minimis. Al credito si aggiunge la riduzione del 50 per cento dell’imposta sul reddito derivante dallo svolgimento dell’attività nella Zona economica speciale, a decorrere dal periodo d’imposta nel corso del quale è stata intrapresa la nuova attività economica e per i sei periodi d’imposta successivi.
LA DOCUMENTAZIONE
«Abbiamo lavorato con cura, insieme al collega Pierluigi Di Stefano», conclude Ruscio, «e la documentazione predisposta è stata considerata puntale, senza bisogno di integrazioni nella riunione operativa in prefettura. Zes significa innanzitutto rilancio dell’economia locale, è un treno che si deve prendere al volo. Ora aspettiamo la pubblicazione sul sito del ministero, ma il ruolo del Comune sarà importante anche per i prossimi passaggi con il Suap che diventerà un anello di collegamento fondamentale tra aree Zes e investimenti, uno sportello necessario per velocizzare i processi autorizzatori. Ad esempio, in base all’attuale normativa, per richiedere una Scia i tempi si potrebbero ridurre a 30 o 60 giorni a seconda della tipologia».