Aggredisce il convivente: in carcere 26enne violento

23 Aprile 2022

L’uomo era stato già raggiunto da un divieto di avvicinamento al compagno Ma incurante del provvedimento lo ha malmenato mandandolo in ospedale

L’AQUILA. Continuava a maltrattare e minacciare di morte il suo convivente nonostante fosse stato già raggiunto da un divieto di avvicinamento nei suoi confronti. Per questo un 26enne di origini sudamericane (le generalità vengono omesse a tutela della vittima di violenza) è finito in carcere.
L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal tribunale dell’Aquila, è stata eseguita dagli agenti della Squadra volanti.
Le indagini, avviate a seguito di un intervento dei poliziotti nell’abitazione della vittima, hanno permesso di ricostruire gli episodi di violenza raccogliendo gravi indizi di colpevolezza a carico del 26enne. Dovrà rispondere di maltrattamenti, lesioni ed estorsione. Fondamentali, ai fini dell’attività investigativa, anche le testimonianze raccolte dagli inquirenti e l’acquisizione della documentazione sanitaria. In particolare è emerso che l’arrestato, in diverse occasioni, sin dall’inizio della convivenza, ha vessato il compagno con aggressioni fisiche e morali, costringendolo a subire umiliazioni e denigrazioni. Per questo, qualche giorno fa, era stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa. Incurante del provvedimento del giudice, il 26enne ha raggiunto e aggredito il convivente procurandogli lesioni ai polmoni e alla testa. Medicato in ospedale, è stato dimesso con una prognosi di 30 giorni. Tali episodi, spiegano gli inquirenti, avvenuti anche in violazione del provvedimento di divieto di avvicinamento, e la gravità degli indizi raccolti dal personale della Volanti, hanno fatto si che l’autorità giudiziaria potesse emettere un provvedimento di aggravamento della precedente misura con quello della custodia cautelare in carcere. Al fine di proteggere la vittima, per il 26enne violento si sono aperte le porte di un istituto di pena.
Tali episodi, sottolineano gli investigatori, riconducibili alla violenza di genere, sempre più diffusi negli ultimi anni, sono stati contenuti da un’evoluzione normativa e dalla specializzazione degli investigatori. Anche in questi casi condotte violente reiterate, molestie, vessazioni e minacce anche gravi nei confronti del convivente sono state interrotte grazie alla sinergia tra il pubblico ministero e gli investigatori della polizia di Stato sempre più attenti a un adeguato trattamento delle vittime attraverso una sempre più elevata professionalità. (f.d.m.)
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