Aggregato da ricostruire Battaglia legale sui fondi

4 Giugno 2023

INTRODACQUA. È battaglia legale tra i proprietari di un aggregato edilizio di Introdacqua e il Comune e l’Ufficio speciale di Fossa (Usrc). Al centro del contendere la legittimità o meno di un...

INTRODACQUA. È battaglia legale tra i proprietari di un aggregato edilizio di Introdacqua e il Comune e l’Ufficio speciale di Fossa (Usrc). Al centro del contendere la legittimità o meno di un contributo per la ricostruzione post sisma 2009. Nel ricorso dei proprietari si lamenta «l’inerzia _ da parte di Comune e Usrc – nella conclusione del procedimento di concessione del contributo pubblico per la ricostruzione di un immobile nel comune di Introdacqua». Il contributo era stato chiesto il 18 dicembre 2009 «per la riparazione dei danni conseguenti al sisma del 6 aprile di quello stesso anno». In effetti nel 2012 (non c’era ancora l’Ufficio speciale) il Comune concesse il contributo nella misura di 236.087 euro. Fu quindi dato avvio ai lavori durante i quali fu presentata la documentazione per la liquidazione del contributo per stati di avanzamento. Nel 2018 l'Ufficio territoriale per la ricostruzione (Utr 7, una sorta di “filiale” dell’Usrc) a cui il Comune di Introdacqua aveva trasmesso gli atti del procedimento, comunicò di non poter procedere all’istruttoria per mancanza dei presupposti. A quel punto il Comune avviò l’iter per la revoca in autotutela del provvedimento del 2012, avendo rilevato che «al momento dell'evento sismico del 2009 l’immobile risultava già inagibile in quanto danneggiato dal sisma del maggio 1984» e che i danni conseguenti a quest’ultimo evento non erano stati distinti da quelli del 2009 nella perizia del 2012. Il tecnico dei privati nel 2019 depositò «una relazione giustificativa con verifica dei danni preesistenti al sisma del 2009 e contestuale riduzione a 175.602 euro del contributo pubblico a carico del Comune». A quel punto il responsabile dell’Area tecnica del Comune espresse «parere favorevole alla corresponsione del contributo nel minor importo stimato». Tale parere fu trasmesso all’Ufficio speciale per la ricostruzione. Ma nessuno si è pronunciato. Da qui il ricorso. Secondo il Tar «non sussiste la responsabilità dell’Usrc essendo il suo coinvolgimento, nel procedimento di determinazione e liquidazione del contributo, subordinato alla conclusione del procedimento di autotutela avviato dal Comune. Infatti l’unico iter che allo stato non è ancora concluso, e condiziona l’erogazione del contributo a cui aspirano i proprietari, è quello avviato in autotutela dal Comune di Introdacqua per la revoca del decreto del 2012». Il procedimento di autotutela deve essere comunque concluso per poter rideterminare eventualmente l’ammontare a riscontro dell’istanza dei proprietari. Il Comune dovrà però limitarsi ad annullare il decreto, ove ravvisi errori nella quantificazione del contributo, o ad archiviare il procedimento, ove ritenga che non sussistano le condizioni per l’esercizio dell’autotutela, essendo a oggi riservata all’Usrc la successiva attività di stima e di verifica di ammissibilità del contributo».
Il Tar quindi dichiara «illegittimo il silenzio serbato» e obbliga «il Comune di Introdacqua a concludere il procedimento di autotutela nel termine di 90 giorni». (g.p.)
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