Aggregato da ristrutturare, lavori al palo

18 Maggio 2022

Da sette anni i proprietari attendono l’apertura del cantiere bloccata da sopralluoghi, perizie e ricorsi

SULMONA. Da sette anni i proprietari attendono la ristrutturazione dell’immobile, ma i lavori per la messa in sicurezza dell’edificio stentano a decollare tra sopralluoghi, perizie e ricorsi. Carte che viaggiano da un ufficio all’altro senza che si arrivi a una conclusione, con gli inquilini del palazzo che non sanno più a che santo votarsi per rimettere a posto le loro case. È quello che accade a un aggregato costituito nel cuore del centro storico di Sulmona, tra via Barbato, via Corfinio, via della Lapide e via Porta Romana. Una vicenda che risale, come detto, a sette anni fa, quando tutti i proprietari interessati decisero di presentare un unico progetto, in linea con le normative che disciplinano gli interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici danneggiati dal terremoto. L’aggregato è stato sottoposto ad approvazione dal Comune di Sulmona nell’agosto del 2015 e una volta approvato il suo atto costitutivo è stato redatto nel 2017. Con il placet dell'Ufficio speciale per la ricostruzione, l’aggregato è stato diviso in tre unità minime di intervento. Alcuni di questi fabbricati, peraltro, sono seriamente danneggiati e quindi tuttora pericolanti. Uno di essi, in via Corfinio, è transennato dal 2009 con i calcinacci che continuano a cadere sulla strada percorsa quotidianamente da centinaia di autovetture. Nonostante la gravità dei danni, rilevati dai tecnici, l'Ufficio di Fossa ha escluso alcuni di questi fabbricati dalla classificazione di maggiore urgenza. E la stessa commissione Usrc ha escluso un fabbricato da un’unità minima di intervento, perché non in continuità strutturale con altro edificio. Una decisione ritenuta fuori da ogni logica visto che l’aggregato è collegato da uno stesso muro portante. Da qui il ricorso dei titolari al Tar, al fine di dirimere la controversia sorta con l'Ufficio speciale della ricostruzione di Fossa. E in attesa che arrivi la sentenza del Tar il fabbricato continua a perdere i pezzi con intonaci e parti del tetto che cadono giù mettendo a rischio l’incolumità delle persone e degli automobilisti che quotidianamente si trovano a passare su quella strada. (c.l.)
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