«Aggressività e violenza nella nostra città»

L’arcivescovo coadiutore D’Angelo ha presieduto la Via Crucis che ha sfiorato i luoghi della tragedia
L’AQUILA. «Aggressività e violenza abitano la nostra realtà». Lo ha detto, poche ore dopo l’omicidio di Porta Bazzano, l’arcivescovo coadiutore Antonio D’Angelo, nel corso della Via Crucis diocesana organizzata dal Servizio di Pastorale giovanile e vocazionale. «Nella nostra città ci sono episodi, come quello di questa sera (venerdì, ndr), che ci dicono che siamo ancora lontani da quella pace di cui si ha bisogno», ha sottolineato D’Angelo commentando indirettamente la tragedia. «Facciamo i conti con episodi di violenza, di aggressività. Per questo abbiamo scelto di fare questo percorso di via Crucis per testimoniare, per ascoltare quella pace che abita nel nostro cuore». Il tema scelto agli organizzatori è “La via della Pace” e ha visto la partecipazione di vari gruppi scout che hanno sfilato dalla basilica di Collemaggio a quella di San Giuseppe Artigiano.
Il prefetto Giancarlo Di Vincenzo ha espresso soddisfazione per gli arresti. «Desidero ringraziare il questore De Simone, insieme a tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato che hanno partecipato alle operazioni, coordinate dalla Procura alla quale va esteso il mio ringraziamento, per l’estrema tempestività, l’elevata professionalità e la qualificata competenza ancora una volta dimostrate a tutela della sicurezza di questo territorio. Il mio apprezzamento va esteso al comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Nicola Mirante, al comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Cosimo Lamanuzzi per l’impegno e la dedizione quotidiani»
«Gli arresti immediati dei presunti responsabili», dice il sindaco Pierluigi Biondi, «sono la risposta migliore che le forze dell'ordine potessero dare alle istanze di sicurezza della comunità locale. Per questo», ha aggiunto il primo cittadino, «rivolgo il mio plauso al questore dell’Aquila, Enrico De Simone, e alle donne e agli uomini della Polizia di Stato operanti nel capoluogo che, come al solito, con brillante capacità investigativa, hanno ribadito, una volta di più, che all’Aquila non c'è spazio per chi non rispetta la legge e la pacifica convivenza».
«L’operazione», ha detto ancora il sindaco, «fa il paio con quelle condotte in queste stesse ore dai Carabinieri del comando provinciale, per contrastare il fenomeno dello spaccio degli stupefacenti. È grazie a questa straordinaria capacità di risposta all’illegalità, che L’Aquila continua a mantenere un posto di primo piano nelle classifiche sulle città più sicure d’Italia. Da parte dell’amministrazione», ha affermato, in conclusione, il sindaco Biondi, «oltre al consueto spirito collaborativo nei confronti di coloro che ogni giorno si adoperano per tutelare i cittadini, prosegue il lavoro per dotare la città di un moderno e adeguato impianto di videosorveglianza che porterà a circa 1.000 il numero delle telecamere presenti sul territorio che spesso si rivelano elementi essenziali ai fini della positiva conclusione delle indagini».(e.n.)
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