Agguato a coltellate all’ex moglie: 52enne finisce davanti ai giudici

20 Novembre 2022

L’uomo non accettava la separazione e andò armato sotto casa: il figlio rischiò la vita per la madre Secondo l’accusa, era chiara l’intenzione di uccidere: l’aggressore aveva una mannaia nell’auto

SULMONA. L’aveva aspettata sotto casa e dopo una breve discussione l’ha colpita con un grosso coltello da cacciatore che portava con sé. Ad evitare che la donna morisse sotto i fendenti del marito è intervenuto il figlio maggiorenne dei due, il quale si è frapposto tra i genitori e, con il suo corpo, ha protetto quello della madre riuscendo a salvarla rischiando a sua volta la vita.
Un fatto tra i più cruenti degli ultimi anni che si sono verificati a Sulmona, del quale ora A.H., albanese di 52 anni da anni residente in città insieme alla moglie, dovrà rispondere in tribunale. L’altro giorno l’uomo è stato citato direttamente a giudizio per tentato femminicidio, lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi. La prossima udienza è stata fissata per mercoledì 23 novembre e, in quella circostanza, saranno ascoltati i primi testimoni.
L’imputato è attualmente detenuto nel carcere di Teramo e tutte le istanze di scarcerazione sono state respinte: per il gip infatti è forte la possibilità di recidiva dell’uomo, che non è mai riuscito ad accettare che la moglie troncasse definitamente il rapporto scegliendo di ricominciare una vita senza di lui. I fatti risalgono al 29 luglio dello scorso anno, quando la coppia era in fase di separazione, tanto che la moglie si era trasferita insieme ai due figli in un’altra casa. Ma lui non era riuscito farsene una ragione della separazione. E, dopo aver ripetutamente chiesto alla moglie di tornare a vivere con lui, quella sera l’ha aspettato sotto casa che rientrasse dal lavoro, aggredendola con un coltello e colpendole due volte.
Ad evitare il peggio, come detto, il figlio della coppia che, sentendo le urla della madre è intervenuto in suo soccorso, disarmando e bloccando il padre. Nella colluttazione con il genitore il giovane rimase ferito a una mano, mentre la donna fu trasferita in ospedale in prognosi riservata, dove restò in gravissime condizioni e con la vita appesa a un filo per alcuni giorni. Poi la lenta ripresa e le dimissioni dall’ospedale, che fecero tirare un sospiro di sollievo ai suoi cari e a tutta la città.
Sul posto intervenne anche la volante della polizia che arrestò l’albanese, impedendogli di portare a termine la sua azione criminale. Secondo l’accusa l’uomo voleva uccidere la moglie. E, a sostegno di questa ipotesi formulata dalla procura, quella sera la polizia trovò all’interno dell’auto dell’imputato anche una mannaia, poi sequestrata insieme al coltello utilizzato nel tentativo di uccidere la moglie. L’udienza è fissata per mercoledì, a ridosso del 25 novembre in cui si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
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