Agricoltura, aumento del 2 per cento sui salari

L’intesa riguarda oltre settemila addetti del settore, in gran parte del Fucino Sarà riservata maggiore attenzione alla sicurezza nelle piccole aziende
AVEZZANO. Associazioni dei datori di lavoro agricoli e sindacati siglano l’accordo per il rinnovo del contratto provinciale riguardante i lavoratori del settore agricolo e florovivaistico. Il sofferto accordo, siglato dai rappresentanti di Confagricoltura, Cia e Coldiretti con la controparte, i rappresentanti di Flai-Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, apre la porta all’aumento contrattuale del 2% sugli stipendi degli oltre settemila addetti – con contratti a tempo determinato e indeterminato – della provincia dell’Aquila, con cuore pulsante il comparto agricolo fucense. L’intesa raggiunta dopo tre anni di trattative – la prima in Abruzzo, dove il comparto agricolo conta oltre ventimila addetti – a poco più di un anno dalla scadenza del contratto di secondo livello fa registrare un importante passo in avanti sul fronte della sicurezza nelle piccole aziende, dove sarà istituita la nuova figura dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza del territorio. La lunga trattativa, quindi, è arrivata al traguardo: nella sede di Confagricoltura ad Avezzano, le delegazioni trattanti composte dal padrone di casa, Fabrizio Lobene, (con al fianco i rappresentanti delle aziende Aureli, (Walter Aureli e Valentina Michetti) e Covalpa (Goffredo Ciciotti e Costanzo Fellini), il direttore Stefano Fabrizi e Ornella Mazzei (Confagricoltura), Berardino Meschieri (Coldiretti), Giuseppe De Blasis (Cia), Marcello Pagliaroli (Flai Cigl), Feliciantonio Maurizi (Fai Cisl) e Leonardo Lippa (Uila Uil) hanno raggiunto la sospirata intesa che, oltre a regolare le questioni inquadramento, cottimo, mansioni e impegno lavorativo (39 ore settimanali da svolgere nell’arco di cinque o sei giorni) ha fatto scattare l'aumento di salario del 2% a partire dal primo novembre.
«È' stata una trattativa lunga e sofferta», afferma il segretario regionale Uila Uil, Leonardo Lippa, «però, considerando il periodo di crisi, possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti sia per l’aumento salariale del 2%, in linea con la media nazionale, che per l’istituzione della figura del rappresentante dei lavoratori sul fronte della sicurezza, finora assente nelle piccole aziende agricole. È un piccolo, ma significativo passo in avanti, sia a tutela dei lavoratori che delle imprese». Sulla stessa lunghezza d’onda, seppur dalla sponda opposta, il presidente di Confagricoltura. «Non era scontato, né facile, però, alla fine della lunga trattativa, condizionata anche dalla legge sul caporalato che ha imposto alle aziende un’attenta riflessione sull’aderenza dell’istituto contrattuale alla realtà dei fatti», commenta Lobene, «siamo riusciti a chiudere un accordo soddisfacente per tutti».
Lobene spezza una lancia a favore dei sindacati per l’apertura all’orario di lavoro flessibile che «tiene conto delle esigenze delle aziende agricole. Speriamo che le relazioni sindacali continuino su questa strada nell’interesse di tutti ,per dare serenità all’intero settore». Insomma, dopo tre anni, la tormentata partita tra associazioni di categoria e forze sociali si chiude nel segno della concordia.
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