Agricoltura devastata, danni per 5 milioni

12 Luglio 2019

Trasacco, Luco e Ortucchio le zone più colpite. Confagricoltura e Coldiretti: grandine e pioggia hanno distrutto gli ortaggi

AVEZZANO. Campi e capannoni nell'area fucense devastati dalla violenta grandinata che, nel giro di pochi, devastanti, minuti ha allagato strade, terreni e distrutto colture: in particolare le insalate e le verdure, quasi pronte per il raccolto. Nell'area più colpita dall'ondata di maltempo, il triangolo Trasacco, Ortucchio, Luco dei Marsi sono stati flagellati oltre 2mila ettari di insalata, radicchio, lattuga e altre colture destinate perlopiù verso la capitale.
Secondo una prima stima il danno per gli imprenditori agricoli del Fucino si aggira tra i 4 e i 5 milioni di euro. E il peso ricadrà soprattutto sugli addetti ai lavori. «È stato un disastro di enorme portata», afferma il presidente di Confagricoltura, Fabrizio Lobene, «frutto del tempo sempre più imprevedibile. Non possiamo dare la colpa a nessuno, l'unico rammarico è che nonostante i tanti fondi messi a disposizione dall'Unione Europea per sostenere le polizze assicurative degli agricoltori, le lungaggini della Gea, che frappone una serie di cavilli per accedere agli aiuti, il disastro del maltempo finirà come al solito sulle spalle dell'anello più debole della catena: chi produce. Auspichiamo un intervento della Regione, affinché si faccia promotrice di fondi mutualistici che possano sollevare, seppur in minima parte, le sofferenze economiche degli agricoltori».
Al fianco degli agricoltori messi in ginocchio dal maltempo che ha devastato alberi, capannoni, serre e ortaggi in campo, si schiera anche Coldiretti: «La grandine», sottolinea Coldiretti, «ha provocato danni pesanti alle coltivazioni prossime alla raccolta, mandando in fumo un anno di lavoro. Situazione aggravata dalla pioggia violenta che ha allagato campi e strutture. I danni sono ingenti e hanno colpito ogni realtà produttiva, con la compromissione non solo del raccolto di stagione ma delle attività del futuro: le autorità competenti valutino il danno e si chieda lo stato di calamità».
Strada imboccata, a livello locale, dal sindaco di Trasacco, dove la bufera, oltre a distruggere centinaia di «ettari di terreni coltivati, ha danneggiato numerose strade, chiuse al transito, allegato case e cantine e divelto tombini. È stata una catastrofe», dichiara Cesidio Lobene, «sia per il settore agricolo del Fucino che per l'intero paese, dove i danni sono ingenti. Chiederemo ufficialmente alla Regione di dichiarare lo stato di calamità». Intanto il consigliere regionale, Mario Quaglieri, esorta i comuni colpiti a quantificare i danni: «Mi farò carico di depositarli in Regione e seguire l'iter».
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