Agricoltura, snobbati i fondi Ue

7 Giugno 2014

Poche le richieste di risorse per la difesa delle colture dagli animali selvatici, 7 le aziende finanziate

PRATOLA PELIGNA. Arrivano direttamente dall’Europa e premiano gli agricoltori di Pratola Peligna. Si tratta oltre 100mila euro che saranno a disposizione di sette aziende locali. Ditte che ora avranno i fondi per realizzare migliorie e difendere le culture dagli animali selvatici, attraverso la realizzazione di recinti. Difesa che interessa anche altre zone del territorio. Ma a sfogliare l’elenco degli ammessi al finanziamento, non tutti sono stati in grado di cogliere l’occasione. Anzi, il centro peligno spicca proprio per quantità di domande accettate. «Crediamo che il problema sia nato da una sottovalutazione del bando», ha spiegato Umberto Margiotta di Confagricoltura di Pratola, che ha curato gran parte delle domande del territorio, «ci sono ancora tanti soldi di avanzo del fondo europeo che potevano essere spesi a vantaggio degli agricoltori. Peccato», ha aggiunto, «perché i soldi erano destinati proprio a sopperire ad uno dei problemi maggiormente sentiti dagli agricoltori, ossia le scorribande degli animali selvatici contro colture e allevamenti. Sorprende anche l’assenza di domande da parte di enti pubblici, come Comuni e Parchi. Enti di protezione che avrebbero dovuto giocare un ruolo maggiore nella divulgazione e nella partecipazione al bando. Soprattutto», ha concluso, «in considerazione dei costi per il pagamento dei rimborsi per i danni da fauna selvatica». Scorribande di animali selvatici che possono essere arginate proprio con l’utilizzo di reti anche elettrificate, il cui costo era coperto dal bando europeo. Non solo. Proprio per le ditte ricadenti dalle aree protette, la misura prevedeva anche la possibilità di portare altri tipi di miglioramenti. In pratica ogni azienda poteva disporre del 51% di rimborso per opere di miglioramento. Insomma un occasione che poteva essere colta in modo più puntuale. Finanziamenti per la difesa delle colture sono andati anche a ditte di Corfinio, Vittorito, Raiano e Castelvecchio.

Federico Cifani

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