Aielli va verso l’addio: è in pole per la Zecca

Prospettive di carriera per il capo dell’Usra voluto all’Aquila dall’ex ministro Barca. Due anni segnati da problemi e tensioni con l’amministrazione comunale
L’AQUILA. Paolo Aielli, responsabile dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, arrivato nell’ottobre di due anni fa all’Aquila su «chiamata» dell’allora ministro Fabrizio Barca, è in procinto di cambiare città e poltrona. L’ex manager Finmeccanica (l’ultimo suo incarico prima di approdare all’Aquila è stato quello di amministratore delegato di Selex Elsag), sarebbe l’uomo scelto per guidare l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. La nomina, come riportato ieri dal quotidiano Il Sole 24 ore, sarebbe già cosa fatta.
Aielli, il cui operato è stato fortemente contestato dall’amministrazione Cialente costretta in più occasioni a scontri durissimi con l’Usra, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. «Sono fuori città e non ho nulla da dire», ha tagliato corto al telefono, temporeggiando forse in attesa dell’ufficialità della nomina. Dunque, dopo la mancata riconferma di Fabrizio Magani alla Direzione regionale dei beni culturali – incarico rimasto vacante per alcuni mesi ed ora affidato ad interim a Fabrizio Scoppola – e la recente elezione del sottosegretario con delega alla ricostruzione Giovanni Legnini al Csm, si annuncia un altro cambio sul fronte della governance. Un cambio che questa volta, contrariamente a quanto accaduto per Magani (nonostante il suo coinvolgimento nell’inchiesta sugli appalti per il restauro di chiese e monumenti) e soprattutto per Legnini, non sembra preoccupare affatto la giunta comunale più volte arrivata ai ferri corti con Aielli. Tanto da dover rimarcare con una propria delibera i confini oltre i quali l’Usra non può operare. Un rapporto tormentato, con il Comune più volte in campo ad accusare Aielli di voler recitare un ruolo di indirizzo, di ritardare la ricostruzione e di non rispettare il cronoprogramma per le frazioni deciso dal consiglio. E poi la questione degli appalti per la videosorveglianza e per i sottoservizi sui quali l’Usra ha prodotto osservazioni e provocato, secondo il Comune, «ingiustificabili ritardi». E ancora, le tante consulenze assegnate dall’Ufficio speciale e le repliche pepate di Aielli. Ragioni valide, per l’una e l’altra parte, per un «divorzio senza rimpianti». (m.m.)
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