Aiuti Ue sul bestiame, in cinque nei guai

4 Marzo 2018

Contestati la truffa a tre allevatori e l’omesso controllo a due veterinari dell’Asl: percepiti indebitamente 81mila euro

AVEZZANO. Registravano online, nella banca dati nazionale, capi di bestiame nati soltanto virtualmente con lo scopo di ottenere illecitamente, con false dichiarazioni, gli aiuti dell’Unione europea per il settore zootecnico. Tutto ciò con presunta collaborazione di alcuni veterinari della Asl di Avezzano Sulmona L’Aquila che omettevano di controllare. È l’accusa della Procura di Avezzano nei confronti di tre allevatori di Isola Liri (Frosinone) e di due dipendenti del servizio veterinario dell’azienda sanitaria. Nei guai Fiorella Silo, Sabrina Tatangelo, Orazio Tatangelo, accusati di indebita percezione e truffa ai danni dello Stato in concorso e continuato, e Pierluigi Imperiale, di Prata d’Ansidonia, e Mario Mazzetti, di Oricola, rispettivamente direttore e dirigente del servizio sanitario che devono rispondere di rifiuto o omissione di atti d’ufficio. Accuse tutte da dimostrare, ovviamente. Le indagini del pm Guido Cocco sono state concluse. Gli allevatori, secondo l’accusa, presentavano delle denunce di smarrimento che però erano abnormi e non credibili. Sono stati percepite, secondo quanto accertato, oltre 81mila euro in pochi anni. Sempre secondo l’accusa, inoltre, non venivano fornite prove sufficienti che dimostrassero un vero e proprio smarrimento. Le denunce, in base all’ipotesi accusatoria, venivano recepite da parte del direttore del servizio veterinario «senza alcun vaglio critico e senza nessuna ulteriore approfondimento». I numeri degli smarrimenti, secondo gli investigatori, non erano credibili e basti pensare che nel periodo tra il 22 marzo e il 30 aprile del 2016, a fronte di 442 capi iscritti all’anagrafe, ne venivano analizzati 144 e gli altri 298 risultavano non presenti. E così via, per un meccanismo che si ripeteva negli anni. Secondo l’accusa, inoltre, il medico veterinario dirigente del servizio, referente del direttore, avrebbe fornito «un contributo causale alla condotta illecita del collega omettendo anche di adottare atti che dovevano essere compiuti senza ritardi e consapevole delle irregolarità messe in atto dagli allevatori riguardo all’esecuzione delle profilassi obbligatorie». Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Luca e Pasquale Motta, Leonardo Casciere, Umberto Paris, Paolo Vecchioli e Antonio Carugno.
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